di Alessia Potecchi
Oggi siamo in presenza di un sempre più forte allontanamento dall’IRPEF e da una grave difficoltà di riscossione basta pensare al magazzino di cartelle che giacciono e che difficilmente, per svariati motivi, non verranno più recuperate nonostante siano in corso continui provvedimenti di rottamazione. Siamo in presenza di un mancata equità orizzontale e anche verticale e dalla discrepanza tra reddito IRPEF teorico ed effettivo. La gran parte della progressività dell’IRPEF è fatta dalle detrazioni piuttosto che dalle aliquote, le detrazioni svolgono un ruolo correttivo della progressività, è una struttura molto particolare che proviene dalla erosione dei redditi imponibili che sfuggono. La Riforma che è in corso oggi non risolve i problemi e i nodi essenziali del nostro sistema fiscale e accentua ulteriormente i regimi di favore perché a parità di reddito le tasse non sono le stesse e la diversificazione e la frammentazione del sistema del pagamento delle tasse è iniquo e vessatorio, inoltre la spinta verso la Flat Tax stralcia la progressività e non spinge all’assunzione del rischio e alza i costi in un paese come il nostro che ha un alto debito pubblico. Anche alcuni interventi presenti n Manovra come la detassazione degli aumenti contrattuali crea ancora maggiore disomogeneità e iniquità tra contribuenti. Anche il campo della fiscalità di impresa soffre del problema della disomogeneità con la presenza di prelievi diversi per forma giuridica con un sistema che è ben lontano dalla neutralità e dalla chiarezza. Non si è trovata ancora una soluzione adeguata al riassetto dell’IVA e ad una revisione totale di aliquote e della composizione dei relativi panieri anche perché mancano le risorse e non si svolge una accurata e costruttiva lotta all’evasione, stessa cosa per il superamento dell’IRAP che non ha trovato soluzioni adeguate, sostituirla con una addizionale IRES non è semplice perché si intreccia con il discorso della fiscalità regionale. Gli incentivi per le aziende devono avere un legame chiaro con gli investimenti mentre invece negli ultimi anni sono diventati di carattere più automatico. Occorre riordinare tutta l’attività fiscale per massimizzare il gettito spontaneo, si invoca continuamente la semplificazione ma non la si attua perché mancano comunicazione e competenze in merito, il fisco deve essere diretto, deve interloquire con i contribuenti e non con gli intermediari e il nostro ceto medio ha su di sé una pressione fiscale enorme e non ha una rappresentanza politica dal punto di vista fiscale. Il 50% degli autonomi utilizza il sistema forfettario con un’evasione pari al 70% del fatturato, pensiamo anche come l’IA oggi ci possa aiutare in questo percorso perché occorre una svolta decisiva e necessaria sul fisco con una riforma radicale, le riforma parziali non sono più efficaci. Occorre lavorare verso una riforma improntata alla crescita dell’economia potenziando l’efficacia della struttura delle imposte e la riduzione del carico fiscale sui redditi derivanti dall’impiego dei fattori di produzione; la razionalizzazione e semplificazione del sistema tributario, puntando fortemente sulla progressività del sistema e correggendo in maniera decisa le iniquità e le distorsioni presenti. Combattere l’evasione ma anche l’elusione che è assai diffusa. La revisione del sistema delle addizionali. Sono troppe e diverse. Sono un fattore che ha portato una sorta di fiscalità di vantaggio per il Nord, con un forte aumento della pressione fiscale nel Centro-Sud. Le addizionali vanno trasformate da proporzionali a progressive e bisogna utilizzare tutti gli strumenti che abbiamo oggi a disposizione per semplificare al massimo e rendere più agevole il pagamento delle imposte e fare in modo che il cittadino si avvicini con semplicità e tranquillità al sistema di tassazione. Lo Statuto del Contribuente serve proprio a creare un rapporto di collaborazione e sinergia, perché una politica fiscale equa e giusta è necessaria per sostenere e mantenere il welfare; quindi, bisogna valorizzare il più possibile questo lavoro che è stato fatto per portare i cittadini alla collaborazione con lo Stato che richiede la massima reciprocità per cercare di portare il nostro Paese sulla strada di uno sviluppo compatibile. Il nostro paese non cresce dal punto di vista economico e i dati della crescita che è 0 rispetto a questa manovra di bilancio ne sono lo specchio più lucido e chiaro.
