di Sylvie Freddi
Il 9 dicembre passato, i soldati francesi e finlandesi del Force Commander di Unifil (forza militare dell’Onu) che stavano pattugliando una zona della Linea blu in territorio libanese, sono stati attaccati da un carro armato dell’esercito israeliano, fortunatamente nessun ferito.
Ma questo è uno degli attacchi alle forze ONU compiuti dagli israeliani, solo il 17 novembre scorso un’altra pattuglia dell’Unifil era stata presa di mira da un carro armato israeliano.
Questi evidenti tentativi per dissuadere l’Onu dal suo compito di vigilante per la pace, sono una grave violazione della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza.
Tale risoluzione sanciva la fine al conflitto del 2006 tra Israele e Hezbollah, ma ancora più importante sanciva il cessate fuoco tra i due dopo l’inizio della guerra di Gaza.
La risoluzione prevedeva che Israele avrebbe dovuto ritirare le sue forze dal Libano meridionale, che ovviamente non ha fatto, anzi ha continuato a bombardare siti e operatori di Hezbollah.
Il mancato contenimento di questa politica aggressiva israeliana da parte dei governi occidentali e di molti governi dei paesi arabi ha permesso al governo di Netanyahu di estremizzare la sua folle visione del mondo, di estremizzare il suo egocentrico narcisistico manipolativo e sadico rapporto con gli altri.
Ma in questo mondo iperconnesso Israele ha perso credibilità, più forte cadranno le bombe, più forte sarà la caduta dell’attuale governo di Israele.
