Economia

Crisi Le Grange: il prezzo di un’economia a un solo motore

di Giacchino Ferdinandi

Bastano poche vetrine chiuse per raccontare una crisi economica. A Piedimonte San Germano, nel centro commerciale Le Grange, quelle vetrine sono sempre di più. Il servizio di “Fuori dal Coro”, andato in onda recentemente, ha riportato il caso all’attenzione nazionale, ma sul territorio la situazione è, purtroppo, nota da mesi: già a luglio 2025 il Comune aveva chiesto alla Regione Lazio l’apertura di un tavolo di crisi, denunciando le ricadute occupazionali legate alla filiera dell’automotive. Il meccanismo è semplice: lo stipendio di chi lavora in fabbrica non resta confinato nei cancelli dell’azienda. Finisce nei negozi, nei bar, nei servizi del territorio. Quando la produzione rallenta però, quel circuito, inevitabilmente, si blocca. E a Piedimonte San Germano il rallentamento è certificato dai numeri: ad aprile 2026 RaiNews segnalava meno di venti giornate lavorative nel primo trimestre, dopo lo stop di febbraio per la mancanza di ordini su Giulia, Stelvio e Grecale, seguito da un nuovo fermo produttivo tra il 18 e il 31 agosto. Il commercio locale e nazionale soffre, certo, anche per ragioni che vanno oltre Stellantis: e-commerce, nuovi consumi, costi in aumento. Ma il Cassinate ha una fragilità in più: dipende da un solo grande motore industriale. In più, complicato appare definire i contorni del futuro dello stabilimento: il Piano Italia del dicembre 2024 assegna a Cassino la piattaforma STLA Large e tre nuovi modelli, con Giulia e Stelvio confermate in produzione fino al 2027. Resta da capire, però, quanto tempo servirà perché quel piano si traduca in occupazione e ricchezza diffusa, non solo sulla carta. Il confronto con il resto della provincia chiarisce la posta in gioco: mentre il Cassinate arranca, tra Anagni e Ferentino arrivano investimenti. Il caso più evidente: il piano di ampliamento Novo Nordisk ad Anagni, riconosciuto di interesse strategico nazionale dal Governo nel marzo 2025, con oltre un miliardo di euro stanziati e centinaia di nuovi posti di lavoro diretti attesi. Non parliamo, ovviamente, di una classifica tra territori. Ma di indizi. Dove, infatti, le filiere produttive sono più di una, le crisi si assorbono e attutiscono meglio. Le Grange, dunque, diventa oggi il termometro di un’economia che ha bisogno di più motori accesi. Forse, la domanda da farsi, allora, non è quando Stellantis tornerà a correre come prima, ma cosa resterà al Cassinate il giorno in cui non potrà più contare su un solo motore per tenere accesa l’intera economia del territorio.