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Gaza, bombe e densità urbana

Gaza era un dei territorio più pieni di gente sulla faccia della Terra.

Ogni centimetro era cemento, ogni vicolo era vita accatastata sopra vita.

Tecnologia militare, diritto internazionale, responsabilità politica e narrazione pubblica si sono intrecciati sotto una pioggia di bombe su quei pochi ormai miseri chilometri quadrati sotto assedio.

Le bombe sono cadute e cadono ancora dal cielo con forme, pesi e finalità tecniche differenti. Un’incredibile palestra per l’industria bellica, una roulette russa per chi sta sotto.

La maggior parte delle bombe è made in USA. Alcuni componenti vengono da altri paesi, inclusa l’Italia.

La bomba Mk-84 pesa quasi una tonnellata. Quando esplode, non fa solo rumore ma comprime violentemente l’aria intorno creando una onda di pressione altissima. L’onda si propaga velocemente verso l’esterno. Spinge l’aria come un muro invisibile che sfonda finestre, piega porte, entra nei polmoni. L’onda d’urto rimbalza tra i palazzi, corre nei corridoi, si infila nei vicoli stretti. Frammenti che tagliano come schegge impazzite. Calore che innesca incendi. In spazi chiusi, l’onda rimbalza e torna indietro. I resti possono essere irriconoscibili, mescolati a cemento e polvere.

In una città compatta, come Gaza la pressione non si disperde ma si moltiplica.

La BLU-109 è diversa. Non esplode subito. Prima entra, attraversa il cemento, scende nei piani bassi, poi detona. A volte resta una facciata in piedi, sottile come come un sipario e dietro i solai sono collassati uno sull’altro. Edifici fantasma svuotati dall’interno.

La GBU-39 è più piccola, guidata, “precisa”. Colpisce dove è programmata per colpire. Ma in uno dei posti più densamente abitati del pianeta la precisione non è possibile. Se vivi sopra, sotto o accanto al bersaglio, la bomba non ti schiva, non cerca di evitarti, ma senza riguardo ti fa saltare in aria, ti riduce in mille pezzi. E l’ordigno a precisione innesca sempre danni collaterali, sempre.

Gaza, cemento, polvere, vetro e sangue.

Foto di hosny salah da Pixabay