Ambiente

Ambiente: i selfie con le tartarughe e il sorriso di Elenira che vuol dire speranza 

Non si fanno i selfie con le tartarughe. L’incipit me lo ispira un’esperienza di questi giorni. A Diamante, sulla costa tirrenica calabrese, dove, così come avviene in tante altre località marine, una tartaruga della specie Caretta Caretta ha cercato di depositare le sue uova ma, probabilmente, è stata disturbata da flash e luci degli smartphone di chi voleva immortalare l’eccezionale comparsa dell’animale o addirittura tentare di farsi un selfie con lei. Un fenomeno per fortuna limitato perché gran parte dei presenti ha evitato di disturbare e anzi ha preso a cuore le sorti della tartaruga. 

L’esperta del WWF, la biologa Valentina Paduano,  intervenuta dopo una accurata verifica  ha appurato che al momento la tartaruga non aveva depositato le uova, il che non escludeva che nelle ore e nei giorni successivi avrebbe potuto riprovare, così come non è escluso che sia riuscita nel suo intento lontana da occhi indiscreti. Il WWF, così come le altre associazioni che si occupano di salvaguardia delle tartarughe danno indicazioni precise: se si avvista una tartaruga marina che sta deponendo o ha già deposto le uova in una zona della spiaggia e sta tornando verso il mare, occorre innanzitutto chiamare il 1530, la Capitaneria di porto, o i numeri utili di uno dei Centro di Recupero tartarughe marine più vicino. 

Fondamentale è il principio che non bisogna disturbare l’animale: innanzitutto con flash e fotocamere. Le tartarughe, infatti, sono estremamente sensibili alle luci artificiali che rischiano di far perdere loro l’orientamento ed è fondamentale, quindi, ridurre il più possibile le fonti luminose. Importante avvertenza è che una volta che avrà eventualmente terminato con la deposizione delle uova e l’animale sta tornando in mare sarà necessario contrassegnare il luogo di deposizione e difenderlo da eventuali predatori. In questo senso il Comune di Diamante si era già attrezzato per l’evenienza.

Una riflessione da quanto da me vissuto, e di analoghe notizie apprese dai media, è che il turbine social che oramai travolge le vite di tutti noi, ci impedisce di assaporare pienamente le emozioni vissute, come l’eccezionale incontro con una Caretta Caretta, se non vengono testimoniate sui social. Beninteso, non vi è nulla di male a condividere su Facebook, Instagram o altri canali una propria esperienza, purché quella foto o quel video non diventi poi il fine stesso dell’esperienza vissuta o metta a repentaglio l’ambiente, i beni artistici, la vita stessa degli altri.

E parlando di ecologia, Diamante, pochi giorni fa, lo scorso 1° luglio, ha vissuto l’incontro con Elenira Mendes, figlia di Chico Mendes, che per le sue battaglie per l’Amazzonia divenne simbolo globale della lotta per la difesa dell’ambiente contro le mire rapaci dei grandi gruppi di interesse. Mendes pagò tutto questo con la vita e fu assassinato il 22 dicembre del 1988 su ordine dei ricchi proprietari terrieri per i quali il suo impegno era troppo ingombrante e fastidioso.  Elenira accompagnata dal presidente dell’associazione Calabria tra le Righe, Luca Branda, al Monastero dei Minimi di Cirella, ha preso parte alla presentazione dell’edizione 2023 di Calici sotto le stelle, evento dedicato alla promozione delle tipicità enologiche calabresi che si tiene in luglio e agosto, proprio a Cirella.


Mi ha colpito, e ha colpito i presenti, la dolce determinazione con la quale Elenira vuole portare avanti la memoria e le battaglie del padre, anche attraverso una biografia che sta per nascere. Il mondo non si vuole bene, non protegge abbastanza sé stesso, ma nel sorriso di Elenira c’è la speranza di un futuro migliore. Un sorriso che non ha bisogno di selfie ma solo dell’aiuto e della partecipazione di tutti.

Foto di David Mark da Pixabay