Di Michele Petrocelli
Tra le solite dichiarazioni e le altrettanto solite rivisitazioni e smentite, a tenere la scena internazionale è l’imperituro cowboy di Mar-a-Lago. È notizia dell’ultim’ora l’ennesimo attacco, a nostro parere non commentabile, ma da citare per dovere di cronaca. In sostanza, l’ormai sempre più devastato e squilibrato inquilino della Casa Bianca ha detto: “Papa Leone mette in pericolo molti cattolici”. Citiamo e basta, dicevamo, perché una stronzata del genere – passatemi il francesismo – non merita aggiunte di sorta.
Altresì, da sottolineare con grande attenzione, le dichiarazioni del succitato, fatte nei giorni scorsi e rivolte ad alcuni Paesi europei, tra cui l’Italia. Dichiarazioni che ho stentato a credere fino a verifica delle stesse e che mi hanno riempito di gioia, in quanto tra le più belle notizie ricevute nel corso della mia vita: il possibile ritiro delle truppe statunitensi dal territorio nazionale. Aggiungo: potrebbe essere l’unica cosa di valore (buona) che il ciuffo a stelle e strisce farebbe nel corso del suo mandato presidenziale.
Ma a placare gli animi gioiosi, il mio e quello di milioni di connazionali, sono giunte, tristi e deprimenti, le dichiarazioni della fascistella della Garbatella – fa pure rima – che ha trovato inopportuni e sconvenienti gli intenti dell’amicone d’oltreoceano. Una posizione, questa, che ancora una volta deve porre l’attenzione sulla reale posizione geopolitica e, dunque, con ricadute sulla politica nostrana, che il governo Meloni ha.
La domanda che tutti noi dovremmo porci è la seguente: “Oggi l’Italia (leggi Governo) è ancora un autorevole rappresentante, nonché Paese fondatore, dell’Unione Europea oppure, ostinatamente, intende continuare a prostrarsi a questi Stati Uniti?”.
Con i sondaggi che rappresentano una situazione ormai vicina alla catastrofe, in termini politici, per la sempre più sbandata compagine di maggioranza, ecco che assistiamo agli ultimi colpi di coda di un governo che non ha mai brillato; nessuno, penso, in futuro ricorderà una riforma, una cosa positiva, ma solo immense e deprimenti figuracce. E una Presidente del Consiglio sempre più alienata, distaccata dalla realtà del Paese, confusa e, soprattutto, decisamente impreparata e incompetente sulle questioni dirimenti per la stessa tenuta democratica e civile della nazione.
Per non parlare di una presunta classe dirigente che circonda la leader, che è pure peggio e a dir poco ridicola nel suo tentare, goffamente, di governare. L’attuale governo è ormai un animale ferito che cerca, invano, gli ultimi colpi d’artiglio per sopravvivere e non cadere definitivamente prima del termine della legislatura.
Il problema per tutti noi, adesso, è che cosa c’è dall’altra parte, dove sembra di ascoltare un vuoto cosmico sempre più assordante. E se alla fine spuntasse un terzo incomodo a fare piazza pulita di tutto e tutti? Mancano poco più di 12 mesi alla presunta data delle prossime elezioni politiche: staremo a vedere.
