di Roberta Cricelli
Nell’atmosfera avvolgente del Complesso Monumentale del San Giovanni, la città di Catanzaro si prepara ad accendere i riflettori su una nuova visione dell’audiovisivo, trasformandosi per tre giorni — dal 23 al 25 ottobre — nel cuore pulsante del cinema nel Sud Mediterraneo. Nasce così SMEET (Meeting del cinema nel Sud Mediterraneo) una piattaforma culturale e industriale permanente pensata per far incontrare le nuove energie creative con i vertici del settore.
La Visione delle Istituzioni e il Modello Catanzaro
A delineare la cornice strategica in cui si inserisce il festival è l’Assessora alla Cultura del Comune di Catanzaro, Donatella Monteverdi, che sottolinea la volontà dell’amministrazione di superare la logica dei singoli eventi per costruire una vera e propria architettura di sviluppo.
«SMEET fa parte di un progetto più ampio di rigenerazione, legato ai fondi europei per la strategia urbana integrata di Catanzaro (PR Calabria 2021-2027). Vogliamo sperimentare un modello in cui pubblico e privato lavorano insieme, in cui il pubblico scelga ed affidi ad un privato le proprie visioni: con i progetti di Strategia urbana noi non sosteniamo un’iniziativa privata con un contributo economico ma costruiamo insieme un sistema. Le città medie del Sud sono state costrette a progettare per singoli eventi, rincorrendo i bandi. Noi proviamo a invertire la logica attorno a tre assi: formazione, per dare ai nostri giovani occasioni nella propria terra; relazioni nazionali e internazionali; coinvolgimento della comunità. Per questo la questione non è la governance di un singolo progetto. In un Paese che continua a muoversi per bandi, la stabilità nasce dalla condivisione di direzione e obiettivi e dallo sforzo di costruire un’architettura di uso dei finanziamenti che tenga insieme i diversi punti di una stessa linea, invece di legarli ai singoli eventi. Gli incentivi dipendono dall’efficacia dei progetti. L’impegno è già biennale: un arco di tempo giusto per sperimentare e per permettere all’amministrazione di valutare eventuali correttivi. In un mondo in cui tutto cambia bisogna saper governare i processi. Il San Giovanni, con la varietà dei suoi spazi è il luogo ideale per questo esperimento: non un hub per pochi colti ma uno spazio di confronto».
Riflettendo sull’impatto culturale e sull’eredità che la manifestazione punta a rilasciare sul territorio, l’esponente della giunta comunale aggiunge:
«SMEET ha già un saldo attivo più che soddisfacente in termini di presenze, per qualità e quantità degli ospiti e dei partner che hanno scelto di mettersi in gioco con noi. Ma il riflesso più importante, secondo me, è l’occasione di creare relazioni umane che agiscano da moltiplicatore. Lo scopo è offrire uno schema in cui la formazione diventa centrale, soprattutto al Sud e in Calabria, dove l’impresa culturale è ancora fragile e poco strutturata. Portare qui produttori, distributori e professionisti di livello nazionale e farli dialogare con i giovani da un lato e con le istituzioni dall’altro, è la precondizione per cambiare segno anche alle politiche sul turismo. Io vorrei più viaggiatori e meno turisti mordi e fuggi: persone che si mettono in cammino per vivere un tempo dedicato a sé stessi, fatto di incontri e di scoperte autentiche. Un’esperienza così non si improvvisa: la costruiscono imprese culturali solide, capaci di dare lavoro e futuro ai nostri ragazzi nella loro terra. Catanzaro e la Calabria sono ancora in tempo per scegliere questa strada, senza rincorrere modelli che hanno prodotto i fenomeni che vediamo in tante città d’arte. Così la vacanza può tornare a essere un tempo dedicato a sé stessi e l’impresa culturale il modo in cui lo si rende possibile. La Calabria non è solo bellezza naturale: è una comunità di cittadini che può partecipare a pieno titolo alla costruzione del Paese. Il vero male della nostra terra è la marginalità e da questo esperimento mi aspetto di essere guardati con meno indifferenza».
La Prospettiva dell’Industria e della Produzione
Nei piani del produttore Luca Marino di Indaco Film, la manifestazione risponde all’esigenza di risvegliare l’anima collettiva e professionale della settima arte:
«SMEET è un progetto culturale e professionale che si propone di trasformare Catanzaro in un polo di riferimento per il cinema italiano e internazionale. Nasce dal desiderio di creare uno spazio in cui il cinema torni a essere esperienza collettiva, luogo di attraversamento dei linguaggi e di relazione tra corpi, idee, territori e visioni, superando la sola logica del mercato o del laboratorio formativo per rallentare lo sguardo e restituire centralità ai processi e agli incontri. La scelta di Catanzaro risponde alla volontà di costruire una nuova centralità culturale nel Sud Italia, attivando reti internazionali e instaurando un dialogo continuo tra il territorio e la scena audiovisiva globale».
L’architettura dell’iniziativa unisce l’alta specializzazione con il coinvolgimento della comunità. Come spiega il fondatore della casa di produzione, l’operatività del progetto non si esaurisce in una sola esperienza.
«SMEET non nasce come evento isolato ma si articola in due aree operative principali (il Creative Hub e l’Industry Hub) e il Pitch Forum conclusivo. Per garantire un reale sbocco produttivo, il progetto mette in contatto diretto gli autori e i 12 progetti selezionati con importanti società di produzione e major del settore, favorendo accordi di coproduzione e inserendoli all’interno di un network professionale stabile».
L’individuazione delle opere ha seguito criteri rigidi per intercettare storie capaci di dialogare con il panorama internazionale. In merito ai contenuti scelti, il produttore cinematografico sottolinea la qualità del percorso.
«Attraverso una selezione rigorosa che punta su un’idea di sviluppo legata sì alle radici del Mediterraneo ma aperta a tematiche universali e a standard di scrittura e produzione di alto profilo. Grazie all’affiancamento di mentor ed editor di altissimo livello, le opere acquisiscono una maturità formale e contenutistica capace di dialogare con i mercati globali senza scadere in stereotipi o in una rappresentazione puramente folcloristica».
Un’ avventura questa che consente pure di riscoprire il valore dell’appartenenza ad un territorio. Sul legame con le istituzioni regionali e con la Calabria Film Commission, il vertice societario evidenzia:
«si sta costruendo una piattaforma culturale e industriale stabile che unisce la formazione d’alta specializzazione, il networking B2B con i principali operatori del mercato e il coinvolgimento attivo delle istituzioni locali e regionali (in primis la Calabria Film Commission). L’obiettivo è radicare una filiera permanente dell’audiovisivo che non si limiti all’ospitalità di singoli set occasionali ma che offra competenze, spazi di residenza e infrastrutture relazionali continuative».
Accanto ai tavoli di lavoro riservati ai professionisti, il festival riserva un’ampia finestra al grande pubblico. L’organizzatore del meeting illustra l’incontro con la città.
«Il bilanciamento avviene affiancando alle attività riservate agli addetti ai lavori (B2B, pitch e masterclass professionali) un programma serale aperto alla città, denominato SMEET Nights. Tre serate consecutive di incontri pubblici, proiezioni speciali, all’interno del Complesso Monumentale del San Giovanni, che vedono la partecipazione di volti noti del cinema contemporaneo per favorire un incontro autentico e accessibile tra l’industria e la cittadinanza».
Uno degli snodi decisivi riguarda la preparazione dei talenti in erba al confronto con le regole del mercato. Analizzando il divario tra intuizione artistica e concretezza industriale, Marino rileva:
«spesso i giovani autori possiedono un’urgenza espressiva e un’intuizione narrativa forte ma faticano inizialmente a tradurre il proprio immaginario in una struttura di pitch rigorosa, sintetica e strategicamente orientata alla sostenibilità produttiva e alla comprensione delle logiche di mercato e di target. Il percorso di affiancamento con script editor e mentor serve proprio a colmare questo divario tra la libertà creativa e la solidità industriale del progetto».
Portare i decision maker nazionali ed europei nel cuore della regione permette di superare i tradizionali ostacoli logistici e distributivi. Sul ruolo di cerniera svolto dalla manifestazione, il promotore dell’iniziativa aggiunge:
«la sfida principale risiede nella frammentazione delle reti distributive, nella minore disponibilità di strutture logistiche stabili sul territorio e nella difficoltà di agganciare tempestivamente i grandi player nazionali e internazionali nelle fasi iniziali di sviluppo. SMEET agisce proprio come un ponte strutturale, portando a Catanzaro i vertici delle principali società di produzione, distributori e piattaforme, azzerando le distanze geografiche e offrendo ai talenti del Sud una vetrina e un’occasione di matching diretta pari a quella dei grandi hub tradizionali del Nord e del centro Italia».
La prospettiva futura punta sulla creazione di un ecosistema professionale duraturo per maestranze e autori locali. Luca Marino tratteggia il quadro complessivo dell’impatto sul territorio:
«l’ambizione a lungo termine è quella di consolidare una comunità professionale permanente in Calabria, stimolando la crescita di nuove imprese culturali, favorendo la circolazione del talento locale e posizionando stabilmente la regione all’interno dei circuiti turistici, culturali e produttivi nazionali ed europei. Questo significa non solo attrarre investimenti esterni ma trattenere le intelligenze creative sul territorio, creando un indotto economico e occupazionale duraturo legato all’industria dell’audiovisivo».
Il Programma della Tre Giorni
Sulla scorta di questa visione, la tre giorni prenderà il via venerdì 23 ottobre con il lavoro nei laboratori: i dodici autori affineranno la presentazione dei propri progetti guidati dai mentor Teresa Pasquini, Marco Compiani e Mirco Da Lio. In serata prenderanno il via le SMEET Nights con il primo talk in sala insieme all’attrice Aurora Ruffino.
La giornata di sabato 24 ottobre sposterà il focus sulla scrittura e sul rapporto con i luoghi attraverso le due masterclass gratuite condotte dal regista Carlo Sironi, affiancate dall’incontro speciale in collaborazione con la Film Commission locale. La notte si accenderà poi con la proiezione presentata dall’attore Cristiano Caccamo e con lo SMEET Party aperto a tutti.
Il momento centrale dell’evento sarà il Pitch Forum di domenica 25 ottobre, durante il quale gli autori (tra cui tre giovani talenti calabresi) presenteranno i lungometraggi direttamente a importanti realtà distributive e produttive come Cinema 11, Pepito Produzioni, Andromeda e Tramp Limited. La manifestazione si chiuderà in serata con l’ultima proiezione e il dialogo con l’attore Matteo Paolillo.
SMEET è affidato a Indaco Film, con la curatela della sezione Formazione e Industry gestita dal regista Alessandro Grande e prevede la sezione Film sul Mediterraneo curata da Mauro Lamanna. L’intervento è realizzato nell’ambito della Strategia Urbana Integrata di Catanzaro (PR Calabria FESR FSE+ 2021-2027), segnando un passaggio fondamentale per l’industria culturale del territorio.
Nelle immagini
Un momento della Conferenza Stampa di Smeet con Marino e Monteverdi.
Il logo della manifestazione.
Si ringrazia l’ufficio stampa Gabriella Cantafio

