di Alessia Potecchi
“La politica economica del Governo non risolve le criticità del paese”
I provvedimenti economici messi in campo dal Governo sono assolutamente insufficienti e non vanno incontro ai problemi reali del Paese. La stabilità economica non produce effetti che si diramano nel tempo, non risolve i problemi, non porta risultati che riflettano una situazione di cambiamento in positivo soprattutto per chi si trova già in una situazione di svantaggio.
Accanto a questo fattore aumenta l’occupazione ma aumenta quasi sempre tra gli over 50 perché si allunga sempre di più l’età pensionabile e non tra i giovani che ancora oggi in troppi lasciano il nostro Paese, giovani preparati che vanno a trovare una situazione lavorativa adeguata altrove, i dati sono in aumento e preoccupano.
Il lavoro in Italia risulta pieno di interruzioni, di situazioni di forte precarietà e di non stabilità, così come siamo in presenza di un numero sempre più elevato di inattivi, cioè di persone che non cercano più un’occupazione o che sono occupate in maniera non regolare. Il lavoro nero è ancora molto diffuso.
I salari sono bassi e non sono adeguati al costo della vita, soffrono schiacciati da un peso fiscale spesso esagerato e quindi anche chi è occupato non vuol dire che non si trovi comunque in una condizione di difficoltà ad arrivare alla fine del mese.
Inoltre abbiamo un fisco che non riesce a essere riformato come dovrebbe, con una redistribuzione del carico fiscale adeguata. I salari rappresentano oggi il 38% del PIL mentre i profitti il 50%; le entrate arrivano in maggioranza dal lavoro e non dai profitti, creando chiaramente un forte sbilanciamento fiscale.
Le ultime novità in materia fiscale che sono state inserite nella Manovra di Bilancio sono provvedimenti che pongono quasi metà delle risorse a favore dell’8% dei redditi alti. Il ceto medio è quello che ha pagato maggiormente il fiscal drag.
Bisogna promuovere maggiore equità, nuove modalità di indirizzo della spesa pubblica, politiche del mercato del lavoro e di inclusione sociale che abbiano alla base questi valori. L’obiettivo è quello di rendere più giusto il carico fiscale, eliminare i regimi di favore e utilizzare le risorse, in primis quelle che derivano da una seria lotta all’evasione e all’elusione fiscale, per finanziare sanità, istruzione e transizione ecologica e per diminuire le tasse stesse.
Questo dimostra come i provvedimenti del Governo in materia economica siano del tutto insufficienti ma soprattutto non vadano a incidere nelle criticità presenti all’interno del tessuto economico e sociale del Paese e non vadano a sanare e risolvere quelli che sono i problemi reali del Paese, che rimangono tali e quali.
Occorrono passi in avanti concreti, provvedimenti strutturali e decisi, non a puzzle. Non bisogna accontentarsi di tenere i conti in ordine, perché l’Italia ha bisogno di guardare in lunga prospettiva, ha bisogno di un piano di investimenti serio quando il PNRR sarà terminato – senza PNRR saremmo già in recessione – ma soprattutto il Paese ha necessità di sviluppo e di crescita seria.
