di Sylvie Freddi
Il Robin Hood di New York ha vinto, Zohran Mamdani è sindaco. La città americana liberale,
multiculturale e progressista ha scelto di essere governata da un socialista democratico, facendogli
vincere non solo il trono della Granda Mela, ma anche una serie di storici primati: primo sindaco
musulmano, primo di origini sud-asiatiche e primo nato in Africa.
In questo periodo oscuro della storia americana, dominato da un governo duro, misogino e razzista
che in pochi mesi sta portando il paese sull’orlo di una guerra civile, la velocissima scalata di questo
giovane sindaco appare come un faro luminoso.
“Vedo l’alba di un giorno migliore per l’umanità”, sono state le prime parole di Mamdani. “Se
qualcuno può mostrare a una nazione tradita da Donald Trump come sconfiggerlo, quella è la città
che lo ha fatto nascere”.
Ora vedremo come questo giovane brillante sindaco riuscirà a mantenere le promesse fatte durante
la campagna elettorale, come l’aumento delle tasse su aziende e cittadini più ricchi, alloggi a canone
bloccato, assistenza all’infanzia e autobus gratuiti.
Certo è che l’importanza politica dell’elezione di Mamdani va oltre il suo nuovo ruolo di sindaco.
E’ diventato il simbolo contro il potere trumpiano, contro il deep power, contro la corruzione e la
sopraffazione.
Mamdani è il nuovo contro il vecchio, una vera rivoluzione che fa tremare il potente governo
Trump e i super ricchi lobbisti americani.
Raccogliendo lo scontento delle classi più esposte americane, con una intelligente campagna fatta
sui social e tra la gente, senza appoggio economico che ha da sempre caratterizzato le campagne
elettorali americane, questo giovane è riuscito a vincere.
Una crepa nel dominio del deep power in America e in tutto l’Occidente. La consapevolezza che ci
sia un modo più giusto e razionale di gestire la società e che con il voto si può realizzare, potrebbe
innescare un’onda anomala che spazza via vecchi regimi ormai stanchi e senza reali prospettive di
cambiamento.
Ora Mamdani ha davanti a sé l’enorme responsabilità di mantenere le promesse fatte ai suoi
cittadini, sotto il peso dello sguardo dell’intero Occidente.
