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Influenza in arrivo, gli esperti avvertono: “Sarà più aggressiva del solito”

L’influenza sta bussando alle porte e, secondo gli esperti, quest’anno potrebbe farsi sentire più del solito. Dopo una stagione particolarmente intensa in Australia e un’ondata precoce e violenta in Giappone, i medici italiani si preparano a fronteggiare un virus più tenace, capace di provocare febbri più alte e sintomi più prolungati rispetto agli ultimi anni.
“L’epidemia che sta arrivando sarà piuttosto aggressiva, come abbiamo osservato dall’andamento in Giappone e dopo aver visto la stagione in Australia”, spiega Silvestro Scotti, segretario nazionale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg). E aggiunge: “Non è il caso di farsi prendere dal panico, ma di attrezzarsi con le giuste precauzioni, a cominciare dal vaccino”.
Come di consueto, il virus comincerà a circolare in modo significativo nel mese di novembre, raggiungendo il picco tra dicembre e febbraio, per poi prolungarsi, in alcuni casi, fino alla primavera. Un copione noto, ma con un’intensità che potrebbe sorprendere.
Secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), undici Paesi del continente hanno già segnalato attività influenzale sporadica, e nel Regno Unito si registra un aumento sensibile dei contagi, soprattutto tra i bambini. Il quadro è quello di una stagione che si annuncia vivace e, potenzialmente, più severa.

La prima arma resta il vaccino

Di fronte a un virus più aggressivo, la raccomandazione dei medici è netta: vaccinarsi. Il vaccino antinfluenzale rappresenta la prima linea di difesa, in particolare per gli anziani, le donne in gravidanza e chi soffre di malattie croniche, soprattutto di natura respiratoria. “È un imperativo per le persone fragili, ma utile per tutti. Riduce i sintomi, le complicanze e i ricoveri ospedalieri”, sottolinea Scotti.
Negli ultimi anni, l’attenzione verso la vaccinazione è calata dopo il picco raggiunto durante la pandemia, ma i medici ricordano che l’influenza non è una semplice seccatura stagionale: può provocare conseguenze serie, soprattutto nei soggetti vulnerabili. Per i più piccoli, sono disponibili formulazioni con spray nasale, più facili da somministrare e altrettanto efficaci.

Igiene, mascherine e buon senso

Accanto al vaccino, restano valide le misure di prevenzione quotidiana che, dopo l’esperienza del Covid, molti hanno imparato a conoscere. Lavarsi spesso le mani, evitare di toccarsi bocca e naso, coprire il volto con il gomito quando si tossisce o si starnutisce: semplici abitudini che riducono in modo significativo il rischio di contagio.
Nei luoghi affollati, sui mezzi pubblici e negli spazi chiusi, l’uso della mascherina resta consigliato, soprattutto per chi ha patologie croniche o sintomi respiratori. “Metterla quando si è raffreddati è un gesto di rispetto verso gli altri – ricorda Scotti –. Dovrebbe diventare una buona abitudine di civiltà, come avviene in molti Paesi asiatici”.
Anche l’ambiente domestico merita attenzione: meglio evitare riscaldamenti eccessivi e ambienti troppo secchi, che irritano le mucose e facilitano l’ingresso dei virus. Aprire le finestre per qualche minuto, anche in inverno, resta una buona pratica di prevenzione.
Quando il virus colpisce, la regola è quella di non forzare i tempi. L’influenza si cura con riposo, idratazione e farmaci sintomatici, in particolare il paracetamolo per ridurre febbre e dolori muscolari. Gli antibiotici, invece, non servono: non agiscono sui virus e il loro uso scorretto alimenta il problema della resistenza batterica.
“La maggior parte delle influenze si risolve in pochi giorni, anche se quest’anno i sintomi potrebbero durare più a lungo – spiega Scotti –. È importante non affrettare il rientro al lavoro o a scuola per evitare ricadute e nuovi contagi”.
Non mancano poi i rimedi “di buon senso”, quelli tramandati di generazione in generazione. Bere molta acqua, consumare frutta e verdura di stagione, ricche di vitamina C, e vestirsi “a cipolla” per affrontare gli sbalzi di temperatura: piccoli accorgimenti che aiutano a mantenere il sistema immunitario efficiente.
“Ricordiamo che non tutte le persone che entrano in contatto con il virus si ammalano – sottolinea il segretario della Fimmg –. Un organismo forte, ben idratato e con una buona alimentazione è in grado di reagire anche in modo asintomatico”.
Particolare attenzione va riservata ai rapporti tra bambini e nonni. I più piccoli, spesso portatori inconsapevoli di virus respiratori, dovrebbero lavarsi le mani frequentemente e, se hanno sintomi, evitare contatti stretti con gli anziani. “È un gesto di affetto e di tutela – aggiunge Scotti – che può fare la differenza”.

Un inverno da affrontare con equilibrio

L’influenza che si affaccia all’inverno 2025 promette di essere più fastidiosa del solito, ma non deve allarmare. Piuttosto, invita alla prudenza e al buon senso. Vaccinarsi, curare l’igiene, evitare comportamenti rischiosi e ascoltare il proprio corpo restano le chiavi per attraversare indenni i mesi freddi.
“Non possiamo evitare del tutto i virus – conclude Scotti – ma possiamo ridurre molto il loro impatto. E questo dipende, prima di tutto, da come ci prepariamo”.

Foto di Gundula Vogel da Pixabay