BLITz firma un’opera potente, colta e profondamente contemporanea. Il poeta Armando Grosso annuncia un progetto che restituisce dignità alla parola e anima al suono.
Nel panorama artistico spesso saturato da produzioni ripetitive, estetiche algoritmiche e suoni omologati, “Lascito Residuale” si impone come un gesto coraggioso, lirico e radicale. È il nuovo album del collettivo BLITz, formato dal poeta Armando Grosso e dai musicisti Jacopo Liberti e Vincenzo Maria Campolongo, giovani talenti capaci di unire sensibilità classica e tensione contemporanea.
Questa raccolta, che porta come sottotitolo “Poesie e Musiche ‘20–‘24”, è molto più di un disco: è un’opera interdisciplinare che fonde parola e suono, voce e strumenti, emozione individuale e vibrazione collettiva. È, come suggerisce il titolo, un lasciato poetico, un’eredità intima ma anche condivisa, tracciata nel tempo e offerta al presente.
“Siamo riusciti a far comunicare Arti potentissime, Poesia e Musica, in un rapporto univoco”, afferma Armando Grosso. E questo rapporto, costruito con rispetto, urgenza e passione, è ciò che rende “Lascito Residuale” un lavoro di rara autenticità.
Il disco alterna pezzi cupi, carichi di inquietudine e densità emotiva, a momenti più intimi e riflessivi, in cui la parola detta sembra nascere direttamente dal suono, come un fiore dalla terra. La voce del poeta non è recitazione, ma corpo, respiro, atto. I paesaggi sonori costruiti da Liberti e Campolongo, invece, non accompagnano, ma rispondono, trattengono, rilanciano. È un dialogo paritario tra poesia e musica, un abbraccio profondo e mai scontato.
Grande cura è stata riservata anche all’impianto visivo. La copertina, tratta da un’opera senza titolo di Francesco Cirillo (2014), digitalizzata da Maurizio Covelli, accoglie il progetto in una cornice visiva che è parte integrante del discorso artistico. Le scritte a mano dell’artista Pietro Barone, in arte “Vento”, e il progetto grafico di Giuseppe Russo, confermano l’attenzione di BLITz verso ogni dettaglio, in nome di una coerenza estetica e poetica che oggi è sempre più rara.
“Lascito Residuale” è un’opera controcorrente, che rifiuta il compromesso e sceglie la profondità. Un’opera che nasce da anni di lavoro, di registrazioni, di affinità costruite nella pazienza e nell’ascolto, registrata, missata e masterizzata direttamente da Liberti e Campolongo, in piena autonomia creativa.
In un’epoca in cui spesso le parole si consumano in fretta e la musica si consuma in streaming, BLITz ci ricorda che arte significa ancora impegno, rischio, desiderio di lasciare un segno. E questo album, con la sua voce originale e la sua bellezza irregolare, il segno lo lascia eccome.
Chi saprà ascoltarlo, non resterà deluso.
Chi si aspetta un prodotto, resterà spiazzato.
Chi cerca verità, invece, qui potrà trovarne una traccia. Residuale, sì, ma più viva che mai.

