Washington e Mosca hanno ufficializzato quello che già si preannuncia come uno degli incontri più delicati e attesi degli ultimi anni. Donald Trump e Vladimir Putin si vedranno venerdì 15 agosto in Alaska, nel cuore di un negoziato che potrebbe decidere le sorti della guerra in Ucraina. L’annuncio è arrivato direttamente dal presidente americano, che su Truth Social ha parlato di un appuntamento “attesissimo” e ha promesso ulteriori dettagli nei prossimi giorni.
Dal Cremlino la conferma è stata immediata. Yuri Ushakov, consigliere diplomatico di Putin, ha definito la scelta della sede “abbastanza logica”, ricordando che Russia e Stati Uniti sono “vicini di casa” e che il passaggio dello Stretto di Bering rappresenta quasi un ponte naturale tra i due Paesi. Ushakov ha colto l’occasione per annunciare che Mosca punta a ospitare il prossimo vertice in territorio russo e che un invito ufficiale è già stato inviato a Washington.
Il contesto nel quale maturerà l’incontro è quello di una trattativa ad alta tensione. Secondo indiscrezioni raccolte da Bloomberg, funzionari americani e russi starebbero lavorando a un’intesa che riconoscerebbe a Mosca il controllo sulle aree ucraine occupate dall’inizio dell’invasione del 2022. In cambio, il Cremlino interromperebbe gli attacchi su Kherson e Zaporizhzhia, congelando di fatto il fronte lungo la linea attuale. L’ipotesi di concessioni territoriali da parte di Kiev, inevitabilmente, resta la questione più spinosa. Trump non ha negato la possibilità di uno scambio, definendo la situazione “molto complicata” ma sottolineando che l’obiettivo è ottenere “qualcosa indietro” e raggiungere un accordo “a vantaggio di entrambe le parti”.
Il presidente americano ha definito questo vertice “l’ultima chance per la Russia”, aggiungendo di credere che sia Putin che Zelensky vogliano la pace. Ha rivendicato il proprio ruolo nell’evitare una guerra mondiale e ha lasciato intendere che la firma di un accordo potrebbe arrivare in tempi brevi, se le parti sapranno trovare un punto di equilibrio.
Intanto, nel fine settimana, una riunione di funzionari statunitensi, ucraini ed europei si terrà nel Regno Unito per coordinare una posizione comune in vista dell’appuntamento in Alaska. Secondo Axios, l’idea di un incontro in presenza tra Trump e Putin sarebbe maturata nel corso di una serie di conference call tra le delegazioni, un segnale che la diplomazia si sta muovendo con intensità crescente.
La scelta dell’Alaska aggiunge un elemento simbolico di forte impatto. È un territorio che gli Stati Uniti acquistarono dalla Russia nel 1867 e che non aveva mai ospitato un vertice presidenziale tra i due Paesi. Per Putin sarà anche il ritorno negli Stati Uniti dopo quasi dieci anni, dall’ultima visita del 2015. L’ultimo incontro con un presidente americano risale invece al giugno 2021, a Ginevra, quando alla Casa Bianca c’era Joe Biden.
Il vertice del 15 agosto, già definito “storico” da osservatori e analisti, si colloca su una linea sottile tra l’opportunità di aprire una nuova fase nei rapporti bilaterali e il rischio di una pace fragile, costruita su compromessi territoriali che potrebbero non reggere alla prova del tempo. Per Trump, è la possibilità di presentarsi come l’uomo capace di chiudere la guerra più sanguinosa in Europa dalla Seconda guerra mondiale. Per Putin, rappresenta l’occasione di consolidare le conquiste territoriali ottenute in tre anni di conflitto e di rientrare sulla scena internazionale con un ruolo negoziale. Per l’Ucraina, il vertice potrebbe segnare il confine tra la fine delle ostilità e la rinuncia, dolorosa e permanente, a parti significative del proprio territorio.
