di Giacchino Ferdinandi
C’è un momento dell’estate in cui le strade del Lazio meridionale si riempiono di persone in cammino. Sono i pellegrini diretti alla Valle di Canneto, nel territorio di Settefrati, dove ogni anno si rinnova la festa della Madonna Nera. Dal 18 al 22 agosto, infatti, questa tradizione, profondamente radicata nella cultura ciociara, richiama migliaia di fedeli e coinvolge compagnie provenienti da Lazio, Abruzzo, Molise e Campania: migliaia le persone che raggiungono la Valle, con più di 130 compagnie organizzate che partecipano al pellegrinaggio, molte delle quali affrontano il percorso a piedi per diversi giorni.
A colpire, quest’anno più che mai, è la presenza di tanti giovani tra i pellegrini: famiglie intere che si mettono in cammino insieme, ragazzi che ripercorrono gli stessi sentieri battuti dai nonni, comitive che si tramandano di generazione in generazione il rito del viaggio verso la Valle. È in questo passaggio di testimone che si misura la vitalità autentica di una tradizione: non un ricordo custodito a distanza, ma un’esperienza vissuta e rinnovata ogni anno da chi la eredita. Il rito si è svolto secondo la consueta scansione: il 18 agosto l’effigie della Madonna è stata accompagnata dalla chiesa parrocchiale di Settefrati al Santuario di Canneto, mentre nei giorni successivi sono arrivate le compagnie dalle diverse comunità, ciascuna con i propri canti, i propri stendardi, la propria storia da intrecciare a quella degli altri: un momento, dunque, di intima unione.
È proprio nell’incontro tra comunità diverse che Canneto trova il suo significato più profondo.
Il pellegrinaggio ha, inoltre, radici documentate da secoli: il Comune ricorda una bolla del 1475 che concedeva un’indulgenza ai pellegrini diretti al Santuario in occasione delle festività di agosto, mentre documenti successivi attestano la continuità della festa, indicando già nel 1639 il 22 agosto come momento culminante. La Diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo conferma il ruolo storico del Santuario come centro della devozione mariana del territorio, meta di pellegrinaggi anche dalle regioni vicine. Oggi Canneto rappresenta qualcosa in più di una semplice metà di turismo religioso: è uno dei luoghi in cui il Lazio meridionale incontra comunità di territori diversi, unite da una fede che non conosce distanze né generazioni. È il cammino, forse, il suo elemento più significativo: nonni, genitori e figli percorrono ancora le stesse strade, raggiungono la stessa Valle, si ritrovano davanti alla stessa immagine sacra. In un’epoca in cui molte consuetudini rischiano di ridursi a semplice memoria, a Canneto la fede continua invece a trasformarsi in unione, tradizione, storia, identità.
