di Giacchino Ferdinandi
Taranto, in questi giorni, registra il tutto esaurito. Un dettaglio che racconta più di mille parole: dal 21 agosto al 3 settembre, infatti, la città ospita la XX edizione dei Giochi del Mediterraneo, che riuniscono circa 4.000 atleti di 26 Paesi impegnati in 33 discipline. Le gare, tuttavia, non restano confinate nei limiti cittadini: coinvolgono anche le province di Bari, Brindisi e Lecce e tredici Comuni pugliesi, inglobando così una consistente area del Mezzogiorno.
Sul piano agonistico, la risposta italiana non si è fatta attendere: al 24 agosto l’Italia Team guida, infatti, il medagliere con 54 medaglie. Ma il dato più significativo di Taranto 2026 non è questo. Il Ministero del Turismo ha rilevato che, durante i Giochi, la saturazione delle strutture ricettive pugliesi sulle piattaforme online ha raggiunto addirittura il 56,7%, con oltre 100mila biglietti già venduti. Attorno all’evento ruotano 3.000 volontari e 600 rappresentanti dei media accreditati: una mobilitazione che il Sud raramente riesce a mettere in campo con questa intensità. C’è poi la dimensione infrastrutturale, quella destinata a pesare più a lungo. Il piano legato ai Giochi interessa 45 impianti in 21 Comuni, per un investimento complessivo che il Ministero del Turismo stima in circa 300 milioni di euro: non soltanto palazzetti e piscine, ma interventi sulla mobilità e opere urbane pensate per restare nel tempo. Ed è proprio qui che si gioca la vera scommessa, in un territorio che troppo spesso ha visto i grandi investimenti fermarsi sulla carta: trasformare due settimane di gare in un’eredità permanente.
Questa, in fondo, è la sfida più importante per Taranto e per la Puglia: fare in modo che un grandissimo evento internazionale non si esaurisca con l’ultima gara, ma lasci strutture utilizzabili, maggiore visibilità e nuove opportunità di sviluppo per un territorio che ne ha particolarmente bisogno. I Giochi del Mediterraneo non rappresentano, dunque, soltanto una competizione tra nazioni affacciate sul Mare Nostrum: sono anche un banco di prova per la capacità del Mezzogiorno di trasformare lo sport in leva concreta di crescita.
Gli atleti continueranno a contendersi le medaglie. Ma per Taranto, e per il Sud, la partita più importante è già cominciata: brillare anche quando si spegneranno le luci dello stadio.
