Europa Domani: anche d’estate le ultime opportunità da Bruxelles
Una provincia, due differenti traiettorie: il Lazio meridionale alla ricerca di una nuova stagione
Università e territorio: a Catanzaro nasce il nuovo corso in Scienze della Formazione Primaria
Marcinelle, settant’anni dopo: il sacrificio degli italiani che scesero sotto terra per costruire un futuro
Nazistelli da strapazzo, bugiardi seriali
Julio Velasco, l’allenatore che ha regalato un mondo alla sua squadra. Ventotto libri per le sue 14 atlete.
Questi ventotto libri sono un modo per dire alle sue ragazze: c’è un mondo fuori dalla palestra, c’è un mondo dentro di voi, andatelo a cercare.
Leggete, incontrate persone che non sarete mai, fatevi raccontare storie da chi è vissuto cento anni prima di voi, entrate in una guerra che non avete combattuto, innamoratevi di qualcuno che non esiste.
Perdetevi. Perché anche per vincere bisogna sapersi perdere, è una delle cose che Velasco ha insegnato allo sport italiano con maggiore ostinazione: la sconfitta non è il contrario della crescita ma ne è parte.
Platformicide, ovvero il controllo della narrazione.
Francesco Guccini ovvero il coraggio di essere se stessi
Oggi non provo soltanto una immensa tristezza ma tanta gratitudine: perché non tutti gli artisti ci lasciano solo delle canzoni, i più grandi ci lasciano un modo di stare al mondo. Il mio continuerà ad avere il volto di un uomo con la barba, una voce imperfetta e ostinata, gli occhi pieni di libri e di pianure. Ma soprattutto continuerà ad avere il coraggio di Cirano.
