Politica

“Le elezioni si vincono sui temi economici e fiscali”

di Alessia Potecchi

I temi economici sono e saranno al centro dell’agenda politica e del percorso che ci porterà al prossimo anno, ricco di appuntamenti elettorali, a partire dalle elezioni politiche. La sfida elettorale si vince puntando sulla giustizia sociale e su una fiscalità progressiva che riduca le disuguaglianze e riequilibri il carico fiscale, correggendo davvero le distorsioni del nostro sistema tributario e mettendo ordine al pagamento delle imposte secondo criteri di equità e giustizia sociale.

I conflitti bellici in corso e le relative crisi hanno ulteriormente acuito la questione sociale e il tema delle diseguaglianze. Il caro bollette, l’inflazione e l’aumento del costo della vita colpiscono in maniera particolare le imprese e le famiglie, che già si trovano in una situazione di difficoltà e di disagio economico e che oggi devono fare i conti con la possibilità di riuscire o meno a pagare le bollette e a far quadrare il bilancio familiare a fine mese.

Bisogna insistere a livello europeo per raggiungere un accordo sul tetto al prezzo del gas, perché solo una risposta comune dell’Europa può contrastare efficacemente le speculazioni in atto sul mercato energetico. Allo stesso tempo occorre puntare con decisione sulle fonti rinnovabili, settore nel quale il nostro Paese sconta ancora un ritardo significativo.

L’obiettivo deve essere quello di costruire una società più coesa, che abbia al centro il valore della solidarietà. La crescita esponenziale delle diseguaglianze va affrontata con determinazione per poter gestire e governare tutte le altre sfide del nostro tempo, a partire dal lavoro, dalle sue profonde trasformazioni e dalla transizione ecologica.

Quest’ultima deve essere governata con responsabilità. È necessario scongiurare il rischio della deindustrializzazione di alcuni settori strategici dell’economia italiana, studiarne gli impatti e le conseguenze sui territori, affrontare le crisi industriali già aperte e promuovere investimenti capaci di sostenere la domanda verso tecnologie compatibili con il Green Deal.

Occorre favorire investimenti a sostegno dell’occupazione e della ricerca, valorizzando le eccellenze e le competenze italiane. Allo stesso tempo bisogna rafforzare gli ammortizzatori sociali per accompagnare la transizione e incrementare i programmi di formazione e riqualificazione professionale, affinché lavoratori e imprese possano affrontare questa nuova fase con strumenti adeguati.

Lo stesso vale per la riforma fiscale. Abbiamo bisogno di un sistema tributario equo, intelligente, efficace e realmente progressivo. È necessario ridurre il carico IRPEF, partendo dai redditi medio-bassi, razionalizzare le agevolazioni fiscali e introdurre una tassazione agevolata per il secondo percettore di reddito all’interno della famiglia, così da incentivare l’occupazione femminile e favorire l’emersione del lavoro sommerso.

La Flat Tax proposta dal centrodestra rinnega il principio costituzionale della progressività fiscale, secondo cui chi ha di più contribuisce in misura maggiore, sostituendolo con quello della proporzionalità, in base al quale tutti pagano la stessa aliquota indipendentemente dal reddito. In questo modo, anziché alleggerire realmente il peso fiscale sulle famiglie, si determinano benefici soprattutto per i redditi più elevati.

Il carico fiscale deve essere progressivamente spostato dal lavoro ai patrimoni, alle rendite e ai consumi, ristabilendo un equilibrio più giusto. Dobbiamo rivolgere maggiore attenzione alle fasce più deboli della popolazione e recuperare risorse attraverso una lotta sempre più efficace all’evasione fiscale, sfruttando anche le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e dall’intelligenza artificiale.

L’IRAP va progressivamente superata, garantendo nel contempo l’integrale finanziamento del sistema sanitario nazionale. Occorre inoltre rivedere l’IRES, premiando le imprese che reinvestono gli utili e quelle che dimostrano elevati standard ambientali, sociali e di governance (ESG).

Su tutti questi fronti il Governo ha mostrato risultati insufficienti. I dati economici testimoniano una crescita debole del PIL, una carenza di investimenti e innovazione, la proliferazione di contratti di lavoro al ribasso, l’aumento del debito pubblico e una pressione fiscale che continua a gravare su famiglie e imprese.

L’agenda economica e i temi fiscali saranno determinanti per vincere le prossime elezioni. Abbiamo bisogno di un Paese che torni a crescere, dotato di un programma economico serio e credibile per i prossimi anni. Dobbiamo saper interpretare le esigenze del Paese reale, dare risposte concrete alle domande dei cittadini e costruire una prospettiva di sviluppo fondata su equità, crescita e innovazione. Tocca a noi.