Società

Il mattone resta il rifugio degli italiani: boom della casa tra investimenti e carenza di offerta

di Alfonso Testa

Il mattone come ancora: la casa torna a essere il pilastro degli italiani
In un mondo finanziario caratterizzato da volatilità e cambiamenti rapidi, esiste una certezza che continua a resistere nel tempo e nel cuore delle famiglie italiane: la casa. Non è solo un tetto, ma il principale investimento e uno dei pilastri fondamentali del sistema economico e sociale del nostro Paese. Secondo gli ultimi dati del Sole 24 Ore, emersi dal quarto Osservatorio sull’Abitare, il mercato residenziale italiano sta vivendo una fase di decisa espansione, favorita da una ritrovata stabilità dei tassi d’interesse e dell’inflazione.
I numeri del 2025 fotografano un settore in salute, con un fatturato che sfiora i 135 miliardi di euro. Si tratta di una crescita dell’8,25% nell’ultimo anno, ma il dato che impressiona di più è la prospettiva storica: nell’ultimo decennio il comparto è cresciuto di oltre il 60%. Le compravendite hanno raggiunto la quota di 770mila unità, con una proiezione che vede il traguardo delle 800mila transazioni ormai a portata di mano per il 2026. Questo dinamismo non riguarda solo la prima abitazione; circa il 40% delle operazioni coinvolge infatti le “seconde case”, acquistate non solo per svago, ma come vera e propria forma di investimento e protezione del capitale.
Tuttavia, questa vivacità si scontra con una sfida strutturale: lo squilibrio tra domanda e offerta. Se da un lato l’appetito per il mattone cresce, dall’altro la disponibilità di immobili di qualità fatica a tenere il passo. Questa scarsità spinge i prezzi verso l’alto: nel 2025 i valori medi sono saliti del 3,1%, con una previsione di un ulteriore +4% per il prossimo anno. Il fenomeno è ancora più evidente nel mercato del nuovo, dove la ricerca di efficienza energetica e modernità fa lievitare i prezzi con incrementi che superano il 6,5%.
Il vero nodo del mercato resta dunque la carenza di offerta qualificata. Città come Milano e Roma continuano a essere i poli d’attrazione principali, concentrando oltre il 70% delle nuove abitazioni disponibili, ma il “prodotto nuovo” rappresenta ancora una nicchia che non supera l’8% dello stock complessivo. Milano, in particolare, si conferma la capitale del mercato immobiliare con 26mila compravendite e un fatturato di quasi 12 miliardi di euro. Eppure, proprio qui la scarsità di immobili spinge gli investitori e le giovani famiglie verso soluzioni più contenute, come i monolocali, che diventano la risposta pragmatica a un mercato dai valori sempre più elevati.
Cosa ci insegna questa fotografia? Che la casa rimane l’investimento per eccellenza, ma che la sua gestione richiede oggi una consapevolezza diversa rispetto al passato. Non basta più “comprare”, occorre saper selezionare la qualità e l’efficienza, perché è lì che si concentra la reale tenuta del valore nel tempo. In un contesto demografico complesso e in un’economia che cerca nuove sicurezze, il mattone si conferma non solo un bene rifugio, ma un progetto di vita e di patrimonio che, per gli italiani, rimane “per sempre”. La sfida per il futuro sarà rendere questa stabilità accessibile, trasformando la carenza di offerta in un’opportunità di rigenerazione per l’intero sistema Paese.

Foto di Oleksandr Pidvalnyi da Pixabay