Mondo

Un’altra giornalista uccisa, il prezzo dell’informazione di una guerra sporca

di Sylvie Freddi

Amal Khalil è morta, faceva la giornalista, raccontava il sud del Libano. Ora non racconta più niente uccisa da un attacco Israeliano.

Era sul campo con la fotografa Zeinab Faraj che, ferita, è stata trasportata in ambulanza. E anche contro quella i soldati hanno sparato.

Organizzazioni come Committee to Protect Journalists e Reporters Without Borders hanno reagito con una netta condanna, richiesta di indagini, richiamo al diritto internazionale. Ma ormai sono richiami che cadono nel vergognoso vuoto politico. In Europa, il dibattito resta anestetizzato.

L’uccisione di Amal si aggiunge a un numero ormai esorbitante di attacchi mortali a giornalisti da parte di Israele. Fare giornalista in quelle regioni è diventato un atto eroico, una scommessa con il destino.

Ma quando si uccidono i giornalisti, si uccide la possibilità di vedere davvero cosa sta succedendo. E la guerra diventa più facile raccontarla incompleta, semplificata, distorta.

Dedico a lei, che ha dato la vita per raccontarci quello che accade nel suo paese, una poesia di un’altra donna libanese, Joumana Haddad.

Nessuno può immaginare quel che dico quando me ne sto in silenzio,chi vedo quando chiudo gli occhi,come vengo sospinta quando vengo sospinta,cosa cerco quando lascio libere le mani.Nessuno, nessuno sa quando ho famequando parto,quando cammino e quando mi perdo,e nessuno sa che per me andare è ritornare e ritornare è indietreggiare,che la mia debolezza è una maschera e la mia forza è una maschera, e quel che seguirà è una tempesta.Credono di sapere e io glielo lascio crederee io avvengo.Hanno costruito per me una gabbia affinché la mia libertà fosse una loro concessionee ringraziassi e obbedissi.Ma io sono libera prima e dopo di loro,con loro e senza loro sono libera nella vittoria e nella sconfitta.La mia prigione è la mia volontà!La chiave della mia prigione è la loro lingua ma la loro lingua si avvinghia intorno alle dita del mio desiderio e il mio desiderio non riusciranno mai a domare.Sono una donna.Credono che la mia libertà sia loro proprietà e io glielo lascio crederee avvengo.