di Luca Branda
Prosegue il percorso di avvicinamento a Trame. Festival dei libri sulle mafie, che tornerà a Lamezia Terme dal 16 al 21 giugno 2026 con la sua quindicesima edizione. In vista dell’evento, la Fondazione Trame rilancia il suo impegno culturale con una giornata speciale, in programma venerdì 24 aprile, articolata tra Cosenza e Catanzaro.
Al centro dell’iniziativa, il tema dell’arte sottratta e dei traffici illeciti che ruotano attorno al patrimonio culturale, ambito di ricerca e approfondimento che la Fondazione porta avanti da anni con continuità.
Il primo appuntamento si terrà alle ore 10 presso la Galleria Nazionale di Cosenza, all’interno di Palazzo Arnone. Dopo i saluti della direttrice Rossana Baccari, interverranno Nuccio Iovene e Maria Roselli, con la moderazione del giornalista Vinicio Leonetti. L’incontro coinvolgerà attivamente le scuole del territorio, grazie anche alla collaborazione con l’Associazione Antiracket Lucio Ferrami, sottolineando il valore educativo dell’iniziativa e la necessità di sensibilizzare le nuove generazioni sui temi della legalità e della tutela del patrimonio artistico.
La seconda tappa si svolgerà alle ore 18 presso la Biblioteca Comunale Filippo De Nobili. Ad aprire l’incontro saranno i saluti istituzionali dell’assessore Vincenzo Costantino. Seguirà nuovamente il dialogo tra Iovene e Roselli, moderato da Leonetti, a conferma della continuità tematica e narrativa della giornata.
Momento centrale degli appuntamenti sarà la proiezione, in anteprima nazionale, di un estratto della docuserie La linea della palma, prodotta dalla televisione svizzera italiana. Il lavoro è dedicato al celebre furto della Natività con i santi Lorenzo e Francesco d’Assisi di Caravaggio, trafugata a Palermo nel 1969. Un episodio che resta tra i più clamorosi della storia italiana, simbolo non solo della perdita di un capolavoro, ma anche della penetrazione della criminalità organizzata nel mercato internazionale dell’arte.
“La nostra serie nasce dalla consapevolezza che la sfera d’influenza della criminalità organizzata non si ferma sulla soglia di casa”, ha dichiarato Maria Roselli, coautrice della sceneggiatura. “Per anni la Svizzera è stata un crocevia fondamentale per il traffico di opere trafugate. La vicenda personale della protagonista si intreccia con una rete di indizi che conducono proprio al furto del Caravaggio”.
L’iniziativa si inserisce in un progetto più ampio che la Fondazione Trame porta avanti da tempo sul rapporto tra mafie e patrimonio artistico. Già durante Trame13 era stata allestita una mostra con 48 opere confiscate alla criminalità organizzata, tra cui lavori di Antonio Ligabue, Giorgio de Chirico e Lucio Fontana. Oggi quell’esperienza si rinnova attraverso una mostra digitale immersiva, pensata per le scuole e fruibile tramite visori, con l’obiettivo di avvicinare i giovani al tema dell’arte restituita e del valore della legalità.
Gli appuntamenti del 24 aprile rappresentano dunque un ulteriore tassello nel cammino verso Trame15. Un percorso che conferma la capacità del festival di raccontare le mafie attraverso linguaggi diversi – dalla letteratura al cinema, dall’arte alla formazione – contribuendo a costruire una consapevolezza collettiva più profonda e diffusa.

