In passerella la collezione di abiti teatrali “Orfeo & Aida”, produzione reinterpretata in chiave moderna da un laboratorio di mobilità internazionale con JCI Vancouver.
Le due istituzioni AFAM, l’una umbra versata sulle arti applicate e l’altra calabrese dedita alla cultura della musica, portano alla Milano Fashion Week la collezione Orfeo & Aida che, in accompagnamento alla sinfonia “Olympia’s Aria: Les Oiseaux dans la Charmill” suonata dalla “Jerusalem Symphony Orchestra”, ha trasformato la passerella in un vero palcoscenico d’opera. I costumi, produzione del Progetto PNRR “Musae” (costumista: Elena Guerrieri), erano stati già indossati questo anno per la prima l’8 aprile nell’Aula Absidale di Santa Lucia a Bologna (Orfeo) e il 30 maggio al Politeama di Catanzaro (Aida). Il 26 settembre hanno invece assunto una nuova vita scenica: non più relegati al teatro, ma reinterpretati in chiave contemporanea grazie ad un laboratorio di “Fashion Style” tenuto dai docenti dell’Istituto, parte del programma di mobilità internazionale intrapreso con gli studenti canadesi del John Casablanca Institute (JCI) di Vancouver. Tra gli studenti italiani e canadesi che hanno preso parte al laboratorio di “Fashion Style” Quincy Cameron, Krista Ewasechko, Gabrielle Ozamis per JCI Vancouver (delegazione canadese) e Tommaso Ceccani portavoce degli iscritti al corso di Moda presso IID. Le attività didattiche sono state condotte da Adi Bertacchi, sotto alla guida della Coordinatrice del Corso in Fashion Design Prof.ssa Eleonora Granieri.
La collezione. Il filo conduttore è la sobrietà elegante delle tonalità neutre, illuminate da tocchi d’oro e da accenti grafici. Il bianco domina, evocando purezza e monumentalità, con tuniche leggere che sembrano scolpite dall’aria e che rimandano al mito classico. Accanto a esso, beige sabbia e verde salvia regalano un respiro naturale, mentre i dettagli metallici e le fasce dorate inseriscono una dimensione regale. Gli outfit si distinguono per le linee morbide e scivolate, che alternano fluidità teatrale a tagli più netti e geometrici. Tuniche lunghe, pantaloni ampi e cappe leggere dialogano con bustini essenziali e top luminosi, costruendo un equilibrio fra la solennità della tradizione e la freschezza contemporanea. Colpisce la scelta di portare alcuni modelli a piedi nudi, gesto che amplifica l’idea di essenzialità e radicamento nella terra, quasi un ritorno alle origini del rito. Questa collezione è un ponte fra mondi: il mito di Orfeo, la grandiosità di Aida, la ricerca attuale di una moda che sa essere racconto, identità e spettacolo. Un viaggio che dimostra come la moda possa essere non solo estetica, ma anche narrazione culturale.
Conservatorio Tchaikovsky. Tra i più giovani conservatori del Meridione, il Conservatorio di Musica “P. I. Tchaikovsky” di Nocera Terinese, nel cuore verde della Calabria. L’Istituzione ha già firmato innumerevoli iniziative artistico musicali in scenari di grande pregio, sia italiani – come magico teatro di Taormina (ultima esibizione parte del Progetto MUSAE) che internazionali – come il Padiglione Italia all’EXPO di Osaka, arricchito da un corposo programma che ha intrecciato musica contemporanea e tradizione lirica.
Istituto Italiano Design. Terza ISIA privata in Italia, IID è un’istituzione nata nel 1999 a Perugia attiva nelle arti applicate di Moda, Grafica, Multimedia e Design. Da poco reduce dalla cornice del Teatro Gentile di Fabriano, in cui il 12 settembre ha presentato la sfilata di carta e luce “Paper Runway” con l’artista inglese da malta James Dimech, non si ferma ad un solo defilé: questo anno accademico 2025/26 è già a quota tre sfilate professionali, lasciando per ultima proprio Milano, capitale della Moda.
Le due istituzioni hanno presentato assieme finora due progetti finanziati dal PNRR: Musae “Music and Arts Empowerment” (cup n. B71I24000080007) ed EXPO-OSAKA.
