Politica

Di bene in peggio, istruzione per rendersi infelici

di Michele Petrocelli

È una lunga scia di brutte figure quella che, ormai da diverse settimane, a seguito dell’avvio della campagna elettorale per il referendum sulla Giustizia, si sta susseguendo da parte della compagine governativa.

Da ultimo, quella sul poliziotto beatificato prima, scaricato e quasi sconosciuto ai più poi, tra coloro che lo avevano incensato: i soliti noti delle falangi leghiste e fratellitaliote.

Il tutto fa il paio con la profonda e istituzionale dichiarazione della seconda carica dello Stato, il mefistofelico Ignazio nazionale, che ha implorato il divino presentatore della più importante rassegna canora del mondo di riprendere tra i suoi ospiti il bistrattato cabarettista di destra – così sembra – Pucci.

E dello spaesato ministro farnesinico con il cappello in mano ne vogliamo discutere? Troppo facile, meglio di no.

Per non parlare, poi, delle quotidiane “sparate” propagandistiche del sempre lucido ministro della Giustizia che, finché continuerà a farle, porterà il “NO” a percentuali inimmaginabili.

Da rilevare che anche l’urlatrice di palazzo, la nostra beneamata “presidenta”, forse richiamata in gran segreto dal Quirinale o, forse, in un momento di patriottica lucidità, ha bacchettato l’attuale gestore della Giustizia, consigliandogli vivamente di abbassare i toni. Riteniamo non per motivi di ordine pubblico, ma per non far davvero schizzare al cielo l’asticella dei votanti per il “NO”.

E se il beone di via Arenula viene richiamato a gran voce dalla sua capa, non mancano i “fuori onda” – poco fuori e molto in onda – di compagni di coalizione, ex magistrati ormai votati alla migliore politica fascio-leghista, che riconoscono le inopportune dichiarazioni del Nordio nazionale, il quale a breve rischia di essere ingaggiato quale spot vivente della parte opposta.

Già immaginiamo i manifesti con la faccia del ministro e lo slogan: “Lasciatelo parlare”, campeggiante su un grande “NO”.

Ma tant’è: se la categoria dei comici non se la passa tanto bene di questi tempi, un motivo ci sarà. Sono ormai surclassati dalla categoria dei politici.