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Luciano Spalletti, la Juventus riparte dal Maestro di Certaldo

Dopo l’esonero di Tudor, la panchina bianconera torna nelle mani di un tecnico esperto e vincente. Obiettivo: restituire identità e ambizione a una squadra smarrita.

La Juventus volta pagina ancora una volta. Dopo settimane di crisi, l’esonero di Igor Tudor — seppur non indolore — è diventato inevitabile: otto partite senza vittorie e un’involuzione di gioco che ha convinto la dirigenza ad agire. Il club ha affidato temporaneamente la squadra a Massimo Brambilla, ma ormai manca solo l’annuncio ufficiale: Luciano Spalletti sarà il nuovo allenatore della Juventus.

Fonti autorevoli confermano che l’accordo è stato raggiunto. Spalletti avrebbe accettato un contratto fino al termine della stagione, con rinnovo automatico in caso di qualificazione alla Champions League. Una formula che riflette la fiducia reciproca ma anche la consapevolezza delle sfide che attendono entrambe le parti.

Una scelta di peso, quasi simbolica. Dopo il pragmatismo difensivo e la confusione tattica delle ultime stagioni, la Juventus si affida a un tecnico che ha fatto dell’identità e del coraggio le sue cifre distintive. Spalletti, 66 anni, toscano di Certaldo, porta in dote esperienza, carisma e una visione moderna del calcio.

Dopo la straordinaria impresa con il Napoli — lo scudetto del 2023, il primo dopo l’era Maradona — Spalletti aveva scelto una pausa, prima di accettare la chiamata della Nazionale. Un’avventura azzurra finita tra delusioni e incomprensioni, ma che non ha scalfito la sua reputazione di stratega e innovatore. Ora, il ritorno in panchina coincide con una sfida ancora più grande: ricostruire la Juventus.

Il club bianconero, reduce da un ciclo travagliato e da un mercato di transizione, ha bisogno di una guida che sappia coniugare risultati e crescita. La dirigenza, dopo aver sondato anche altri nomi — da Roberto Mancini a Raffaele Palladino — ha individuato in Spalletti il profilo ideale: vincente, esperto e soprattutto capace di dare un’impronta riconoscibile al gioco.

Igor Tudor paga il prezzo di una squadra incapace di reagire. Le ultime otto gare senza vittorie, quattro di fila senza segnare, hanno sancito la fine anticipata della sua avventura. L’ex tecnico croato, subentrato la scorsa primavera a Thiago Motta, non è riuscito a instaurare un rapporto solido né con lo spogliatoio né con la tifoseria. Il crollo di rendimento, culminato con la sconfitta contro la Lazio, ha spinto la società a interrompere il rapporto e a cercare un allenatore “di progetto”.

Spalletti porterà in campo il suo credo tattico: pressing alto, possesso fluido, ricerca costante della superiorità numerica. Una filosofia che si discosta nettamente dal minimalismo visto negli ultimi mesi e che promette di restituire entusiasmo e identità al gruppo.

La Juventus riparte da Spalletti — e, come sperano i tifosi bianconeri, anche da una filosofia diversa.
Meno improvvisazione, più progetto. Meno paura, più identità.