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Almanacco

a cura di Riccardo De Rosa

12 novembre 1948

A Tokyo un tribunale per crimini di guerra condanna a morte sette ufficiali e membri del governo giapponese, tra cui il generale Hideki Tojo, per il loro ruolo nella seconda guerra mondiale. Tojo é stato un generale e politico giapponese che ha ricoperto l’incarico di quarantesimo primo ministro dal 18 ottobre 1941 al 22 luglio 1944. Figlio di un generale dell’esercito, fu nominato a sua volta generale nel 1933. Rientrato da varie missioni in Europa all’inizio degli anni Venti, fu attivo nella politica militare tra le fila dei nazionalisti modernizzatori opponendosi alla corrente nazionalista reazionaria. Dall’incidente del 26 febbraio 1936 – un tentativo di colpo di stato militare fallito solo per la ferma opposizione dell’imperatore Hirohito – la corrente cui apparteneva Tojo dominò pressoché incontrastata la vita militare e, in misura crescente, anche quella politica. Dopo la fine della guerra Tojo venne arrestato, condannato a morte per crimini di guerra dal Tribunale Militare Internazionale per l’Estremo Oriente e giustiziato per impiccagione il 23 dicembre 1948.

13 novembre 1940

Première del film Fantasia della Disney, al Broadway Theatre di New York. Il film uscirà in maniera del tutto discontinua e solo in specifiche sale cinematografiche allestite con il sistema Fantasound, per poi ricevere una distribuzione nazionale con audio tradizionale dal 6 gennaio 1942. Come era già accaduto per l’altro grande classico Disney, Biancaneve e i sette nani, anche Fantasia venne ritenuto un insuccesso durante la prima distribuzione, tanto da temere che avrebbe portato l’azienda al fallimento. A differenza però di Biancaneve, Fantasia fu realmente una grossa perdita economica che portò la Disney molto vicina alla chiusura. Inoltre il film non poté esser esportato in Europa e la Disney riuscì a rifarsi delle perdite subite solo con l’uscita di Dumbo l’elefante volante.

14 novembre 1934

La nazionale di calcio italiana, campione del mondo in carica, affronta l’Inghilterra uscendone sconfitta per 3 a 2 sul campo di gioco di Highbury. La sfida ebbe luogo in un clima gelido, con nebbie e il terreno scivoloso a causa dell’umidità. La nazionale inglese si presentò senza un vero e proprio allenatore e la formazione venne decisa da un comitato selezionatore della federazione degli incontri della nazionale. L’inizio partita fu difficile per gli azzurri, gli inglesi imposero da subito un ritmo altissimo e dopo un minuto il portiere Ceresoli atterrò in area l’attaccante inglese Drake, intervento punito dall’arbitro con un calcio di rigore per gli inglesi e sventato da un intervento in tuffo dello stesso Ceresoli. Un minuto dopo l’Italia rimase con 10 calciatori in partita per un infortunio del centromediano Luigi Monti (all’epoca non erano previste le sostituzioni) in un duro scontro con lo stesso Drake, che gli provocò la frattura del piede sinistro; nonostante ciò l’italo–argentino rimase in campo, anche se praticamente immobile. L’allenatore italiano Vittorio Pozzo lo spostò prima a mediano destro, poi all’ala e infine lo mandò negli spogliatoi. L’incontro si trasformò in una vera e propria battaglia, con vari inglesi che subirono lesioni per il gioco duro degli italiani, per poi concludersi, come si è detto, con la sconfitta dell’Italia.

15 novembre 115 a.c.

Il console romano Marco Emilio Scauro sconfisse definitivamente i Carni, un popolo di lingua e cultura celtica storicamente stanziatosi, a partire dal IV secolo a.C., nella regione alpina orientale. L’assoggettamento al dominio romano ebbe luogo a partire dagli inizi del II secolo a.C. (con la fondazione della colonia romana di Aquileia), concludendosi tra il 15 novembre e l’8 dicembre del 115 a.C. quando il console Scauro trionfò sui Carni, che fecero atto di sottomissione. Da quel momento, fu loro concesso di popolare e colonizzare la pianura compresa tra il fiume Livenza e le Prealpi Giulie, che avevano già tentato di occupare in precedenza in contrasto con Romani e Veneti. I Carni si governarono autonomamente in queste zone dell’Alto Friuli e del Cadore sino al 50 a.C., quando, su ordine di Gaio Giulio Cesare, i romani conquistarono anche la zona Alpina Friulana. Qualche anno dopo sembra che i Carni siano stati menzionati da Appiano di Alessandria nel corso delle campagne militari di Ottaviano in Illiria (35–33 a.C.). I contrasti con i Romani però non cessarono e si ha notizia di altri scontri forse a seguito di loro moti di ribellione o forse perché non del tutto sottomessi. Subito dopo la loro conquista si avviò una progressiva latinizzazione del loro antico linguaggio celtico, che avrebbe portato, intorno al X secolo d.C., alla formazione della lingua friulana e di quella ladina.

16 novembre 1505

Laura Orsini, figlia di Giulia Farnese e, forse, di papa Alessandro VI, sposò Nicola Franciotti Della Rovere, con una dote di 30000 ducati. Laura era nata a Roma il 30 novembre 1492, unica figlia di Giulia Farnese, sorella del cardinale Alessandro Farnese, poi papa Paolo III. Si sospetta che il padre sia l’amante di Giulia, papa Alessandro VI Borgia, sebbene questi non l’abbia mai riconosciuta, né si curò di lei come invece fece per altri suoi figli. Ufficialmente Laura venne dichiarata figlia legittima del marito di Giulia, Orsino Orsini, che ne accertò la paternità legale dandole il suo cognome. Sebbene la stessa madre abbia dichiarato, in seguito, che Laura fosse figlia del Borgia, la veridicità di tale affermazione, che avrebbe potuto essere usata per elevare le prospettive matrimoniali di Laura, ma di cui la stessa Giulia non poteva avere l’assoluta certezza, per quanto dibattuta non fu mai dimostrata. Nicola Franciotti era nipote di Papa Giulio II, che volle a tutti i costi quel matrimonio per preparare la riconciliazione con gli Orsini. La coppia ebbe due figli; Giulio, morto intorno al 1550 e Lavinia (1521–1601) che sposerà Paolo Orsini di Mentana. Laura dal padre Orsino Orsini ereditò il feudo di Carbognano, trasmesso prima al figlio Giulio e poi, alla sua morte senza discendenza, alla figlia Lavinia. Laura morì a Roma nel 1530, a circa 38 anni.

17 novembre 1869

Con una cerimonia molto elaborata, in Egitto viene inaugurato il Canale di Suez, che mette in collegamento il Mediterraneo con il Mar Rosso. I lavori erano durati 10 anni e videro la cooperazione di molte nazioni europee tra cui la Francia, che diede il contributo maggiore. Il canale originale era ad una sola corsia, con punti di passaggio nella circonvallazione di Ballah e nel Grande Lago Amaro. Secondo i progetti di Negrelli, non doveva contenere sistemi di chiusi, in modo che l’acqua del mare potesse scorrere liberamente. In generale l’acqua del canale a nord dei laghi Bitter scorre verso nord in inverno e verso sud in estate. A sud dei laghi, la corrente cambia con la marea di Suez.

18 novembre 1302

Papa Bonifacio VIII emana la bolla papale Unam Sanctam Ecclesiam, che gli storici considerano una delle più estreme dichiarazioni della superiorità spirituale del Papa. La bolla costituisce l’ultimo episodio del conflitto tra potere spirituale e potere temporale e riprende, riaffermandoli con energia, gli ideali teocratici espressi in precedenza soprattutto da papa Gregorio VII, nel 1075, con il Dictatus Papae, e da papa Innocenzo III con la decretale Venerabilem. Si tratta in effetti di un conflitto plurisecolare, che si può far risalire alla fine del V secolo, a papa Gelasio I e alla sua dottrina delle due spade, quella spirituale e quella temporale, con l’affermazione, sicuramente della loro distinzione, ma anche del primato della prima sulla seconda e, di conseguenza, del papa sull’imperatore.