Todi non è soltanto una città da visitare ma un luogo nel quale sempre più persone scelgono di vivere, costruire relazioni e sentirsi parte di una comunità. Negli ultimi anni, accanto ai visitatori, è cresciuta una presenza internazionale fatta di residenti, artisti, imprenditori e famiglie provenienti da tutto il mondo, capaci di contribuire alla vita culturale, sociale ed economica della città.
In questa intervista il sindaco Antonino Ruggiano racconta una Todi che cambia senza perdere la propria identità: una città che ha saputo trasformare la presenza internazionale in una risorsa, mantenendo intatta quella qualità della vita, quella bellezza e quella dimensione umana che continuano a renderla un luogo nel quale non soltanto arrivare, ma soprattutto scegliere di restare.

Sindaco, Todi viene spesso raccontata come una città turistica. Ma oggi sembra esserci qualcosa di più: una comunità internazionale che non viene semplicemente a visitarla, ma sceglie di viverla. Quanto è cambiata Todi negli
ultimi anni sotto questo profilo?
È proprio così. Noi non siamo una città turistica nel senso tradizionale del termine. È ovvio che tanti, tantissimi, ci raggiungano per passare da noi un breve periodo di riposo.
La nostra posizione al centro dell’Umbria ci pone nelle migliori condizioni per visitare Todi e tutta la Regione. Tuttavia, la nostra vera forza è essere riusciti a far crescere una comunità internazionale di persone che vivono qui gran parte dell’anno. Nei numeri ufficiali nemmeno esistono, non essendo per la gran parte nemmeno residenti, ma sono una componente fondamentale del nostro mondo.
Anche numericamente cominciano ad essere parecchie migliaia di persone, che rendono Todi un piccolo miracolo. Da noi, nei locali, si parla più inglese e francese che italiano.
Il nostro segreto tuttavia è continuare ad essere Todi, senza snaturarsi, ma mantenendo una nostra forte identità, che trae le sue fondamenta da una storia di tre secoli alle nostre spalle. Todi è ancora la città che è stata umbra, poi romana, infine capitale medioevale e regina del Rinascimento.
Quanto è importante per l’amministrazione comunale il fatto che molti di questi cittadini stranieri non siano semplicemente fruitori della città, ma diventino promotori di iniziative culturali, artistiche e sociali?
Come ho spiegato sopra, non è soltanto importante, ma è fondamentale. Intanto ci ha dato la possibilità di crescere ogni giorno, spogliandoci di una base di provincialismo che ci accomunava alle altre realtà italiane. Ci ha aperto la mente e concesso l’opportunità, davvero unica, di poter comprendere dinamiche spesso molto più grandi di quelle di una piccola comunità di provincia.
Il miracolo che si è costruito è stato quello di poter godere di tante iniziative cui hanno contribuito decine e decine di associazioni e di personaggi, che se fossero stati con noi solo da turisti non sarebbero state possibili. Non crei cultura, non costruisci un ambiente così affascinante in un posto dove sai che te ne andrai dopo pochi giorni. Lo dico senza falsa modestia, ma, grazie a questi amici, siamo davvero una perla da godersi tutti i giorni.
Friends of Todi conta migliaia di persone, ArtEX porta a Todi artisti internazionali, i master musicali attirano studenti da tutto il mondo, mentre la Fondazione Progetti Beverly Pepper ha costruito un importante ponte con l’arte contemporanea internazionale. È una rete che è nata spontaneamente, questa comunità internazionale sta cambiando anche il modo in cui Todi viene percepita all’estero. Al di là dell’immagine e della cultura, qual è la ricaduta economica di questa presenza sul territorio?
Se vieni da turista ti godi la città e fai lavorare gli esercizi (alberghieri ed extralberghieri). Se, invece, vivi da noi alimenti l’economia in maniera costante tutto l’anno. Fai lavorare naturalmente gli esercizi di somministrazione ma dai impulso al mercato immobiliare, crei occasioni di lavoro per imprese di ogni genere, dall’edilizia, al giardinaggio, dall’elettricista
all’idraulico, dal catering alle piscine.
Il reddito imponibile medio nei comuni umbri a vocazione culturale è di 24.280 euro, 1.992 euro in più rispetto ai 22.288 euro degli altri 51 comuni della regione, con un vantaggio dell’8,9 per cento.
Noi siamo tra i primi 8 comuni dell’Umbria. Significa che, in media e grazie alla cultura, guadagniamo molti più soldi degli altri.
Qual è oggi il rapporto tra questa comunità internazionale e i cittadini tuderti?
Il rapporto è di grande integrazione, mai di assimilazione. Vivono con noi e sono considerati nostri amati concittadini, partecipando in maniera attiva e costante alla nostra vita comunitaria, tuttavia rispettiamo le loro origini e le loro storie.
Nel rispetto e nella comprensione reciproca c’è il segreto per un successo come il nostro.
Ci sono molte occasioni in cui sono gli stranieri a portare qualcosa alla comunità locale e non soltanto il contrario. Può indicare un esempio che considera particolarmente significativo?
Tanti gli esempi che potremmo fare, ma penso che sia interessante quello che è successo a Porta Romana, uno dei borghi che, prima di questo miracolo, ha più sofferto per via dello spopolamento e della chiusura di tanti esercizi commerciali.
Grazie all’arrivo di diversi americani, invece, sono state acquistate tutte le case che erano ormai vuote e sono state completamente ristrutturate. Questo fenomeno ha messo in piedi un circolo virtuoso, che ha visto la creazione di un’associazione tra residenti e piccoli imprenditori del commercio, che, in pochissimo tempo, ha rimesso a posto tutto il borgo.
Oggi camminando per le strade si trovano non solo attività commerciali che funzionano, ma ogni singola vetrina è stata ripulita e rimessa a posto e ospita gallerie di artisti, locali e internazionali, che espongono le loro opere. Una rinascita che commuove. Credo che sia un esempio per tutte le città italiane ed europee.
Quale progetto vorrebbe realizzare nei prossimi anni per consolidare ulteriormente questo rapporto tra Todi e la comunità internazionale?
Se il Signore vorrà, ho ancora da realizzare un sogno, relativo alla realizzazione di un grande museo internazionale di arte contemporanea, che ci confermerà come una delle capitali mondiali del settore.
Secondo lei, che cosa cercano davvero queste persone quando scelgono Todi? Il paesaggio, la qualità della vita, la bellezza, la sicurezza, oppure qualcosa di più difficile da definire: un certo modo di vivere?
Di tutto un po’. Il nostro paesaggio è davvero incontaminato, non a caso siamo stati riconosciuti come la città più vivibile del mondo, ma non basta per spiegare il nostro successo. È proprio la qualità della vita, la bellezza dei nostri centri e la sicurezza di cui godiamo che convince tutti a rimanere.
Essere qui significa vivere in una città bella, curata, a misura d’uomo, dove il patrimonio storico e artistico non è semplicemente qualcosa da visitare, ma è il luogo nel quale ogni giorno viviamo. Significa poter attraversare il centro storico, vivere le piazze, avere il verde e la campagna a pochi minuti da casa, respirare un ambiente ancora sano e avere una dimensione umana che nelle grandi città si è ormai perduta.
Ma qualità della vita significa anche sicurezza. Significa poter crescere i propri figli in una comunità nella quale ci si conosce, ci si incontra, ci si aiuta e dove le istituzioni sono vicine alle persone. Significa poter uscire la sera, frequentare una piazza, andare a teatro, partecipare a un evento, fare sport, incontrare gli amici e sentirsi parte di una comunità.
Ed è proprio questo equilibrio tra bellezza, sicurezza, servizi, socialità e dimensione umana che rende Todi una città nella quale si sceglie di vivere e, soprattutto, di rimanere. Perché alla fine una città non si misura soltanto da quanto costruisce o da quante persone riesce ad attrarre. Si misura anche dalla capacità di far dire a chi ci vive: qui sto bene, qui voglio crescere i miei figli, qui voglio costruire il mio futuro. E questa, per Todi, è una ricchezza enorme.
Da sindaco di Todi, se dovesse spiegare a una persona che vive dall’altra parte del mondo perché dovrebbe scegliere proprio questa città per viverci, e non semplicemente per trascorrervi una settimana di vacanza, che cosa le direbbe?
Perché Todi è una città nella quale puoi ancora avere una cosa che oggi vale tantissimo: il tempo.
Il tempo per vivere, per crescere una famiglia, per conoscere i tuoi vicini, per camminare in una città bellissima senza il rumore e la frenesia delle grandi metropoli. Qui la storia non è chiusa nei musei: è nelle strade, nelle piazze, nelle case e nella vita di tutti i giorni.
Todi è sicura, è accogliente, è immersa nel verde e allo stesso tempo è collegata bene con il resto dell’Umbria e dell’Italia. Hai una qualità dell’ambiente che molti cercano e che nelle grandi città è diventata sempre più difficile da trovare.
Ma soprattutto puoi sentirti parte di una comunità. Puoi arrivare da un altro Paese e, con il tempo, non essere più semplicemente “uno straniero che vive a Todi”, ma diventare un tuderte.
Qui puoi lavorare, aprire un’attività, mandare i tuoi figli a scuola, fare sport, andare a teatro, partecipare alla vita della città e costruire relazioni.
Non ti promettiamo una città perfetta. Ti proponiamo qualcosa di diverso: una città vera, bella, sicura e a misura d’uomo, dove è ancora possibile costruire una vita senza rinunciare alla bellezza.
Ed è questo il motivo per cui, dopo aver conosciuto Todi, tanti decidono non soltanto di venirci, ma di restare.







