Cultura

Francesco Guccini ovvero il coraggio di essere se stessi

“Le verità cercate per terra, da maiali.
Tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali.”

Questi versi non sono soltanto parole, sono scelte, sono un modo di stare al mondo.

Oggi è morto Francesco Guccini e, per tutta la giornata, ho avuto la sensazione che non fosse soltanto lui a essersene andato, piuttosto era una parte del mondo che conoscevo a essersi fatta più piccola.

Io non so dire quando abbia cominciato ad ascoltare Guccini. So soltanto che, a un certo punto, mi sono accorta che alcune delle parole con cui guardavo il mondo erano mie perché le avevo imparate da lui, da questo signore barbuto che non parlava mai dall’alto e non cercava mai di convincerti, ma semplicemente ti invitava a pensare.

La sua era una voce ruvida, imperfetta, profondamente umana. Una voce capace di raccontare le sconfitte senza trasformarle in resa, la malinconia senza farla diventare disperazione, la rabbia senza perdere la tenerezza.
Ha cantato gli ultimi, gli inquieti, gli esclusi.

Ti prendeva per mano e ti portava in una terra dove le persone erano ancora complicate, la politica era una responsabilità, l’amore una forma di coraggio e la poesia non era un ornamento, ma un modo per restare vivi.

La libertà è una parola che abbiamo consumato troppo facilmente. Lui, invece, le ha restituito peso.

La libertà, nelle sue canzoni, non era fare ciò che si vuole. Era accettare il prezzo di essere sé stessi. E quel prezzo lui lo ha pagato sempre.

Ha scelto di non rincorrere il successo quando il successo chiedeva compromessi, ha scelto il silenzio quando tutti pretendevano rumore, ha scelto di invecchiare senza trasformarsi nella caricatura di ciò che era stato.

Ci vuole un coraggio enorme per rimanere fedeli a se stessi, per preferire perdere piuttosto che somigliarsi meno, per continuare a credere che la bellezza possa ancora avere la meglio sulle brutture.

Ogni volta che mi sono trovata davanti a una scelta difficile, ogni volta che la strada più semplice coincideva con quella meno onesta, da qualche parte dentro di me riaffiorava quel suo Cirano con quel suo coraggio e con quella sua ostinazione quasi fuori moda di continuare a scegliere la libertà. Sempre, anche quando costa.

Guccini, senza conoscermi, ha contribuito a costruire la persona che sono.

Mi piace pensare che esistano persone che non diventano immortali perché hanno venduto milioni di dischi, lo diventano perché finiscono per vivere nelle scelte degli altri: ogni volta che qualcuno rinuncia a un compromesso per restare fedele a ciò che sente giusto, ogni volta che qualcuno difende un’idea impopolare, ogni volta che qualcuno sceglie la poesia invece del cinismo, ogni volta che qualcuno continua ad amare senza calcolare il ritorno.

Lì, in quel gesto invisibile, Guccini continua a respirare; per questo oggi non provo soltanto una immensa tristezza ma tanta gratitudine: perché non tutti gli artisti ci lasciano solo delle canzoni, i più grandi ci lasciano un modo di stare al mondo.

Il mio continuerà ad avere il volto di un uomo con la barba, una voce imperfetta e ostinata, gli occhi pieni di libri e di pianure.

Ma soprattutto continuerà ad avere il coraggio di Cirano. Il coraggio di credere che le parole possano ancora cambiare qualcosa, di difendere la bellezza anche quando sembra inutile, di scegliere le ali.

Oggi Francesco Guccini vola via, ma chi ha vissuto scegliendo le ali non se ne va davvero, resta. Resta nelle persone che, grazie a lui, hanno imparato a non accontentarsi, resta ogni volta che qualcuno sceglie una parola sincera invece di una frase comoda, resta ogni volta che qualcuno difende un ideale anche quando è più facile arrendersi, resta ogni volta che qualcuno guarda il cielo e decide che la terra, con tutte le sue piccole miserie, non è abbastanza.

Vola Guccini, vola come hai sempre saputo fare.

A noi hai lasciato il coraggio di cercare, la libertà di essere, la poesia di resistere. Soprattutto hai lasciato un paio di ali, quelle che servono quando il mondo diventa troppo stretto e ci fanno volare via con te.