di Luca Branda
Il deputato Ettore Rosato, vicepresidente della Camera e vicesegretario di Azione, porta in Parlamento il tema delle difficoltà che migliaia di pazienti italiani incontrano nel percorso di diagnosi e cura dell’ADHD. Con un’interrogazione presentata il 14 maggio 2026 al Ministero della Salute, Rosato denuncia una situazione segnata dalla carenza di specialisti, dalla difficoltà nel reperire i farmaci e da tempi troppo lunghi per accedere alle cure.
Nel testo dell’atto parlamentare il deputato ricorda che l’ADHD, il disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività, è un disturbo del neurosviluppo che nella maggior parte dei casi prosegue anche nell’età adulta. Disattenzione, impulsività, difficoltà di concentrazione e iperattività sono sintomi che, secondo quanto riportato nell’interrogazione, riguarderebbero circa il 5 per cento della popolazione. Nonostante ciò, il disturbo continua a essere “poco conosciuto e ampiamente sottodiagnosticato”.
Rosato sottolinea come la mancanza di una diagnosi tempestiva possa avere conseguenze pesanti sulla vita delle persone, con ripercussioni sullo studio, sul lavoro e sulle relazioni sociali. Nell’interrogazione viene inoltre evidenziata la correlazione tra ADHD non trattato e il rischio di dipendenze.
Uno dei punti centrali riguarda la scarsità di medici autorizzati a diagnosticare il disturbo e a prescrivere le terapie necessarie. Secondo quanto riportato dal parlamentare di Azione, molti psichiatri sarebbero ormai sovraccarichi e impossibilitati a prendere in carico nuovi pazienti. Una situazione che costringe numerose famiglie a spostarsi anche per centinaia di chilometri pur di trovare un centro specializzato o uno specialista autorizzato alla compilazione del piano terapeutico necessario per ottenere alcuni farmaci.
Nel mirino anche il tema delle terapie farmacologiche. Attualmente la cura più utilizzata in Italia è quella a base di metilfenidato, mentre in altri Paesi europei sono disponibili anche farmaci a base di lisdexamfetamina, non ancora autorizzati nel nostro Paese. Rosato ricorda che a marzo 2026 sarebbe stato avviato il processo di valutazione del farmaco e chiede al Governo di chiarire quali siano i tempi previsti per l’autorizzazione all’immissione in commercio.
L’interrogazione richiama inoltre le difficoltà nel reperire medicinali già presenti sul mercato, come Amfexa, che secondo il deputato continuerebbero a risultare difficilmente reperibili nelle farmacie italiane nonostante siano in commercio da mesi.
Per Rosato il problema rischia ormai di creare profonde disuguaglianze territoriali nell’accesso alle cure. Per questo il vicesegretario di Azione chiede al Ministero della Salute di intervenire per rafforzare la rete dei centri specializzati, aumentare il numero dei medici autorizzati e garantire una maggiore disponibilità dei farmaci necessari ai pazienti.
Negli ultimi anni l’ADHD è diventato un tema sempre più centrale nel dibattito sanitario italiano, soprattutto per quanto riguarda gli adulti. Associazioni di pazienti e specialisti denunciano da tempo ritardi diagnostici, percorsi terapeutici complessi e una rete sanitaria spesso insufficiente a garantire assistenza continuativa. Con questa interrogazione parlamentare, Rosato porta ora la questione direttamente all’attenzione del Governo, chiedendo risposte concrete su una condizione che continua a incidere profondamente sulla vita di migliaia di famiglie italiane.
