Di Michele Petrocelli
Volevo aprire questo articolo con delle scuse. Scuse che rivolgo al mio Sud che, forse, ho bacchettato ingiustamente nel precedente articolo e che, invece, si è svegliato, e anche in modo fragoroso. Un risveglio che questa terra merita, un risveglio portato avanti anche, e forse soprattutto, dai tanti giovani che in parte sono rientrati dai rispettivi domicili di studio e lavoro per votare, unitamente alle ragazze e ai ragazzi che al Sud ci sono rimasti.
I risultati referendari che arrivano dalle grandi città del meridione d’Italia e dalle regioni che vanno dal Lazio alla Sicilia rappresentano un deciso colpo che va a ribaltare un’idea della politica del tutto stravolta. Alla faccia dei vari onorevoli, se possiamo ancora chiamarli così, che addirittura inneggiavano e invitavano i cittadini del Sud a fare di tutto per raccattare un “sì” con la tecnica del “solito” sistema clientelare. Roba da arresto, in un Paese civile.
Ma ci arriveremo e, se arresti non ci saranno, di sicuro non ci saranno più questi “personaggetti” che oggi infangano le sacre aule parlamentari senza neanche aver mai aperto la prima pagina della Costituzione. Voglio sperare, e sono assolutamente fiducioso, che il nostro Sud si sia svegliato da un incubo che dura ormai da troppi decenni. L’Italia è una macchia di un unico colore, quella del “no” a un referendum che, con presunzione e spregio per il popolo e le istituzioni, una parte politica ben definita voleva imporre.
Ma due sono i dati rilevanti di questa tornata elettorale. Il primo è la risposta forte, decisa, senza dubbi, che le cittadine e i cittadini italiani vogliono tornare protagonisti dei processi democratici – l’affluenza alle urne ne è la cartina di tornasole.
La seconda consiste in una presa di coscienza sostanziale del fatto che è finito il tempo delle prese in giro, cosa che per quasi quattro anni ha fatto questo scellerato governo di “analfabeti”, come lo ha definito Michele Santoro. Mentre Giorgia Meloni, continuando a nascondersi dietro dichiarazioni e video lanciati sui social, continua nel suo imperituro non confrontarsi con i cittadini, arroccandosi ancora di più, insieme ai suoi accoliti, nel fragile castelletto di menzogne e falsità.
Di una cosa siamo certi: dietro i sorrisi, seppur amari, della povera Giorgia, si preparano tempi di resa dei conti all’interno dei Fratelli d’Italia e di tutto il centro-destra.
Anche nel cosiddetto Campo Largo si preparano giorni di discussione, ma di ben altra natura, perché ora che il popolo si è svegliato sarà necessaria un’intesa senza se e senza ma per i futuri appuntamenti elettorali e per il futuro del Paese.
