Società

Allarme sicurezza: quando la violenza gratuita colpisce la normalità

di Giacchino Ferdinandi

PIEDIMONTE SAN GERMANO – L’ennesimo episodio di violenza su suolo pubblico riaccende i riflettori sulla tenuta della sicurezza nelle nostre città, un tema che non può più essere derubricato a mera percezione alimentata dai social media, ma che si impone come una realtà quotidiana con cui fare i conti.

Camminare per strada, prendere i mezzi pubblici, addirittura accompagnare una classe in gita scolastica, sono diventati gesti che, sempre più spesso, rischiano di trasformarsi in teatri di aggressioni ingiustificate, come dimostra il gravissimo caso avvenuto a Bologna.

Protagonista, suo malgrado, un’insegnante dell’Istituto Comprensivo Don Minzoni di Piedimonte San Germano, trovatasi nel capoluogo emiliano per accompagnare i propri alunni in un’uscita didattica. Mentre la comitiva passeggiava in pieno giorno, la donna è stata vittima di un’aggressione fulminea e priva di alcun movente razionale da parte di un giovane extracomunitario. La docente, brutalmente colpita al volto con due pugni, è stata fortunatamente soccorsa dal 118 senza riportare traumi gravi, ma porterà con sé sicuramente il profondo shock psicologico di un evento che rappresenta la punta dell’iceberg di un malessere diffuso da Nord a Sud. A spaventarci ancor di più, infatti, è l’assenza di un movente classico – come la rapina – unita all’imprevedibilità di attacchi scatenati spesso da un disagio psichiatrico e sociale dilagante, legato a dipendenze o patologie non arginate da una rete di assistenza territoriale, sempre più svuotata di risorse.

Nonostante l’impegno delle Forze dell’Ordine, la mancanza di un controllo capillare e continuativo in contesti urbani complessi e affollati rende i passanti facili bersagli di questa aggressività. L’episodio della professoressa ci ricorda amaramente che il ruolo degli educatori oggi si spinge fino alla tutela dell’incolumità fisica degli alunni, una distorsione inaccettabile della normalità. Per restituire tranquillità alle nostre strade serve dunque un duplice intervento: da un lato un’azione di presidio del territorio che funga da reale deterrente, dall’altro la ricostruzione di un solido sistema di welfare capace di intercettare l’emarginazione prima che esploda in cieca violenza, permettendoci così di riappropriarci degli spazi pubblici senza la costante paura di guardarci le spalle.