Sport

Rugby. Trentacinque anni e poi una gioia infinita

di Michele Petrocelli

Un raggio di sole nel nostro Paese si è affacciato sabato scorso dalle 17,40 alle 19,00 o giù di . Tra notizie sempre più tristi dei continui e illegali bombardamenti Maga-sionisti verso l’Iran con conseguenti vittime sempre più civili e poco militari, tra le tragicomiche dichiarazioni dei nostri governanti sempre più confusi e confusionari e anche con le affermazioni altrettanto confuse e confusionarie sul referendum prossimo venturo, arriva la felicità dallo sport italiano. Le prime medaglie dalle colpevolmente poco trasmesse Paralimpiadi e poi la storica**,** leggendaria, eroica vittoria della Nazionale di rugby ottenuta sugli inventori di questo sport, gli Inglesi. Una gioia immensa che, finalmente, ha meritato i titoli di prima pagina su giornali e telegiornali. Una vittoria storica dicevamo ottenuta con la concretezza del sacrificio di una nuova generazione di giocatori molto giovani che rappresentano il futuro, quello bello e positivo della nostra Nazione. Trentacinque anni e molti insulti e umiliazioni proprie dagli isolani della Rosa, sono passati dalla prima volta in cui affrontammo gli inglesi, nel lontano 1991, durante la Coppa del Mondo proprio a casa loro. E due anni fa le dichiarazioni della Federazione britannica che volevano, addirittura, la nostra nazionale fuori dal Six Nations perché non competitiva. E intanto, nell’ordine sono state tutte sconfitte le altre nazionali partecipanti, La Scozia, poi il Galles e ancora la Francia e l’Irlanda e poi, finalmente la bestia nera Inghilterra. Nel mentre, in questi anni erano cadute squadre super blasonate e fortissime come il Sudafrica e l’Australia. Il prossimo obiettivo è la Nuova Zelanda, i maestri All Blacks. Intanto godiamoci questo successo e seguiamo sempre più questa squadra che in modo genuino, trasparente, onesto e allegro ci fa divertire sia quando si perde ma, soprattutto, quando si vince.