di Alessia Potecchi
E’ di nuovo 8 marzo e di nuovo i temi che mettiamo in evidenza e che riguardano il mondo delle donne sono sempre gli stessi con qualche purtroppo passo indietro. Il coraggio, il grande coraggio che oggi le donne devono dimostrare nell’affrontare la quotidianità che riserva loro ancora molti lati oscuri e impervi. Il coraggio di oggi è un po’ quello che hanno avuto le donne e le madri costituenti che tanti anni fa si sono battute nelle resistenza e poi nella stesura della Carta Costituzionale affinché la dittatura, la repressione e la violenza contro libertà e i diritti non avessero più possibilità di riemergere, la carta e’ nata quale baluardo alla esperienza tragica del fascismo quella stessa carta che oggi si vorrebbe cambiare e stravolgere alla minima occasione dimenticando il suo perché. Donne che oggi devono affrontare i dati di una occupazione professionale che le vede ancora in grande svantaggio, sono proprio recenti i dati che ci dicono che aumentano le donne inattive cioè quelle che non hanno lavoro ma nemmeno lo cercano, sono 43 su 100 con un gap retributivo del 29% nel comparto del privato. L’Italia è tra i paesi ultimi in Europa per occupazione ma anche per conciliazione vita e lavoro femminile, una donna su 5 resta a casa dopo la prima maternità e chi rinuncia in famiglia allo stipendio per mancanza di sevizi e’ sempre la donna perché la sua busta paga e’ inferiore di netto. Le leggi ci sono vanno applicate, si devono concretizzare e diventare punto di riferimento. Questo va in controtendenza con la costruzione di una società migliore per tutti, con la realizzazione di un bene comune perché i paesi più sviluppati sono quelli dove è presente minore disparità di genere, il lavoro e gli spazi guadagnati dalle donne sono la via per evolvere la società e per creare un ambiente più inclusivo e migliore per tutti dal punto di vista economico e sociale. E poi il tema violenza che ancora in maniera forte e incessante colpisce le donne nelle sue diverse e devastanti sfaccettature. Dobbiamo impegnarci in un forte percorso di sensibilizzazione seria e articolata, a partire proprio dagli uomini e da percorsi di carattere formativo in ambito di educazione economica e finanziaria, oggi una donna su cinque non ha un conto corrente proprio, non ha nozioni economiche di base. Spingere su un forte cambio culturale, per combattere qualsiasi forma di violenza fisica e psicologica contro le donne. Amore e rispetto perché il problema nasce dagli uomini, oggi occorre che essi siano protagonisti, nella dimensione privata come in quella pubblica, di un cambiamento di mentalità e di comportamento attraverso la totale condanna di ogni forma di violenza. Gli uomini devono essere loro promotori in prima persona di una presa di posizione e di coscienza forte perché il fenomeno della violenza colpisce ancora troppe donne ogni giorno e il dramma della violenza e della privazione del rispetto sta tutto nella sfera maschile ed è lì il luogo dove nasce e dove occorre intervenire ed educare. L’impegno poi di politica e istituzioni deve essere diretto alla promozione della prevenzione e dei servizi di assistenza per contrastare efficacemente questo fenomeno e poi le leggi a partire dal DDL in discussione proprio su questo tema in Parlamento, ci batteremo fino in fondo per affermare e mettere nero su bianco che senza consenso e’ sempre stupro, la parola consenso è la tutela fondamentale per le donne continuamente esposte ad atti di violenza e per gli uomini il monito e la responsabilità dei loro comportamenti, dei loro approcci. 8 marzo dunque con tanti obiettivi, importanti, ancora molto difficili ma essenziali per guardare con fiducia al futuro e per lavorare per una società migliore per tutti.
