Società

IA e scuola, D’Aprile: “Nessuna tecnologia può sostituire il ruolo educativo dei docenti”

di Luca Branda

“Formazione del personale, linee guida nazionali chiare e condivise basate su etica e trasparenza, e modelli europei di riferimento che valorizzano la libertà di insegnamento”. È da questi punti che, secondo Giuseppe D’Aprile, Segretario generale della UIL Scuola, deve partire il percorso sull’introduzione dell’intelligenza artificiale nel sistema scolastico.

Il tema è stato al centro del convegno internazionale “Il Futuro della scuola in Europa – Il ruolo dell’intelligenza artificiale”, organizzato dalla UIL Scuola presso il Ministero dell’Istruzione della Vallonia, a Bruxelles. Un appuntamento che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, della politica, del mondo dell’istruzione e della ricerca per analizzare opportunità, rischi e prospettive dell’IA nella scuola europea.

All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, l’On. Fabio Porta, membro della Commissione Esteri della Camera dei Deputati, l’On. Brando Benifei, deputato al Parlamento europeo e co-relatore dell’AI Act, Federica Pozzi, esperta di intelligenza artificiale ed educazione, e Federica Favi, Ambasciatore d’Italia a Bruxelles, insieme a numerosi esperti del settore.

Nel suo intervento, D’Aprile ha sottolineato come l’intelligenza artificiale possa rappresentare un supporto concreto per il sistema scolastico, in particolare nella riduzione dei compiti ripetitivi e nel miglioramento dell’organizzazione. Allo stesso tempo, ha ribadito con chiarezza che nessuna tecnologia potrà mai sostituire la funzione educativa dei docenti né il ruolo della scuola come spazio di relazione, confronto e crescita di un pensiero libero e critico.

“Guardiamo a modelli europei di successo, come quello estone – ha evidenziato il Segretario generale della UIL Scuola – che ha investito nella formazione continua degli insegnanti. È fondamentale capire come affrontare le nuove sfide senza farsi sopraffare dalle innovazioni e imparare a gestirle nel migliore dei modi”.

Un richiamo che va oltre la dimensione tecnologica e investe la responsabilità educativa e sociale della scuola. “Al centro di tutto deve esserci la persona – ha concluso D’Aprile –. In questo tempo di conflitti siamo chiamati a imparare dagli eventi passati, ad adattarci ai cambiamenti presenti e, soprattutto, a saperli governare”.

Un messaggio netto: l’intelligenza artificiale può essere una risorsa per la scuola solo se inserita in un quadro di valori condivisi, formazione adeguata e centralità dell’essere umano.