Politica

Bombardieri (Uil): “Solidarietà al popolo venezuelano, ma l’intervento militare Usa è inaccettabile”

di Luca Branda

«La comunità internazionale e il diritto internazionale sono oggi nuovamente sconvolti dalla guerra». Con parole nette e preoccupate, il segretario generale della Uil, PierPaolo Bombardieri, interviene sulla crisi venezuelana, inserendola in un quadro globale sempre più fragile, segnato dai conflitti in Ucraina, a Gaza e ora anche in America Latina.
Secondo Bombardieri, il sistema multilaterale costruito negli ultimi ottant’anni «viene progressivamente smantellato», mentre le regole del diritto internazionale cedono sotto il peso delle logiche di forza. In questo contesto, il leader sindacale ha espresso «pieno appoggio e solidarietà alla popolazione venezuelana», vittima da anni – ha sottolineato – di una «sistematica violazione dei diritti civili, politici e sindacali» da parte del regime di Nicolás Maduro.
Bombardieri ha ricordato in particolare la condizione dei sindacalisti venezuelani, «troppo spesso sottoposti a violenze indicibili, alla negazione della libertà personale e costretti all’esilio», oltre alla brutale repressione delle opposizioni e alla sistematica compressione delle libertà fondamentali.
Pur ribadendo la condanna senza ambiguità della dittatura di Maduro, il segretario generale della Uil ha espresso una posizione altrettanto chiara sull’operazione militare statunitense, definendola «inaccettabile». «Continuiamo a credere con fermezza nelle regole di civiltà del diritto internazionale – ha affermato – e per questa ragione non possiamo giustificare l’uso della violenza come strumento di risoluzione delle crisi».
Da qui l’appello alle istituzioni italiane ed europee. Bombardieri ha chiesto al Governo italiano, alla Commissione europea e all’intera comunità internazionale di attivarsi «per una risposta umanitaria immediata», in grado di alleviare le drammatiche condizioni in cui versa la popolazione venezuelana, e di lavorare con urgenza alla definizione di «una exit strategy pacifica e democratica», condivisa a livello regionale e internazionale.
Un messaggio che, nel condannare ogni forma di autoritarismo e violenza, richiama la centralità dei diritti umani, del dialogo e del multilateralismo come uniche vie possibili per uscire dalla crisi.