di Pippo Gallelli
La Calabria saluta con commozione Cataldo Perri, medico, musicista e autore cariatese che per tutta la vita ha unito cura, arte e umanità. Figura di riferimento della cultura musicale meridionale, Perri è stato la voce degli ultimi e uno dei narratori più sinceri della Calabria: una terra narrata senza artifici, nella sua fierezza e nella sua verità più profonda.
Medico di base a Cariati, amava definirsi «medico per mangiare e musicista per vivere». Ma la musica per Perri era qualcosa di ancora più radicale: un modo di respirare. Considerato tra i più grandi interpreti contemporanei di chitarra battente, aveva reso questo strumento un’estensione della sua identità, fondendo la tradizione più antica con linguaggi moderni. Ogni brano era un racconto, un frammento di memoria collettiva restituito in dialetto, ritmo e poesia.
La sua carriera musicale lo portò lontano, pur restando sempre ancorato alle sue radici. Con gli spettacoli di musica-teatro — “Bastimenti”, “Laura e il Sultano”, “La zampogna e il violoncello” — portò il Mediterraneo in giro per il mondo: dal Teatro Rendano di Cosenza al Pavone di Perugia, dal Coliseo di Buenos Aires ai festival del Nord Europa, fino a Singapore, Canada, Germania e alla sede del Parlamento Europeo a Bruxelles.
Nel 1992 fu invitato alla York University di Toronto per una serie di lezioni-concerto dedicate alla chitarra battente, riconoscimento internazionale del suo talento. Molti suoi brani vennero utilizzati dalla Rai in programmi come Linea Blu, Sereno Variabile, Mediterraneo e Geo&Geo, contribuendo a portare il suono del Sud nelle case degli italiani.
Perri non era solo un musicista: era anche un autore sensibile e ironico. In “Ohi dottò” e nel romanzo “Malura” aveva raccontato, con stile lieve e profondo, il mondo in cui era cresciuto e lavorava. Con “Condoglianze vivissime”, scritto durante la sua battaglia contro un adenocarcinoma pancreatico, aveva trasformato il proprio dolore in testimonianza, regalando parole che aiutano a comprendere la fragilità con dignità e coraggio.
Particolarmente feconda la sua collaborazione dello scrittore Carmine Abate, con il quale aveva condiviso un reading-concerto in Italia e all’estero. A quella collaborazione stava dedicando il suo ultimo progetto musicale: “Cataldo Perri canta Carmine Abate”, dieci brani ispirati alle opere dell’autore arbëresh.
Cataldo Perri lascia un’eredità preziosa: la musica come memoria, la parola come gesto d’amore, la Calabria come luogo dell’anima e degli umili.
Una Calabria vera, senza folclori, fatta di volti, di storie, di dignità.
Foto: pagina Facebook di Cataldo Perri
