di Michele Petrocelli
Con un finale di altissimo livello, a metà novembre si è chiusa, presso il prestigioso Teatro San Babila di Milano, la tournée, che ha toccato fin dalla scorsa primavera tutte le regioni d’Italia, dello spettacolo prodotto da Opera e con regia di Giampiero Francese, “Il Turno di Notte”.
La storia è uno spaccato della vita operaia alla Fiat di Melfi, ma potrebbe essere in una qualsiasi fabbrica italiana con dissidi, dissapori, cose dette e non dette, mezze verità, confessioni e amori tra gli operai che ancora oggi, nel 2025, vivono spesso, una condizione non adeguata alle esigenze lavorative e di vita.
La narrazione si dipana a seguito di un “episodio fatale”, una scossa di terremoto che lascia rinchiusi sei operai, in uno spogliatoio della fabbrica. Tra i lavoratori cominciano lunghi e duri confronti che a tratti si trasformano in dolcissime confessioni fino a quando non irrompe nello spogliatoio il padrone francese, entrando da una porta apribile solo dall’esterno.
Tra lo sgomento generale, la porta si richiude distrattamente e anche il dirigente francese resta intrappolato insieme a sei operai inferociti che cercano affannosamente una via d’uscita. Qual è la loro strada? Ne imboccheranno una?
Il dramma che stanno vivendo i lavoratori del settore automotive alle prese con gli effetti della transizione energetica.
Ecco il chiaro riferimento alla realtà dello stabilimento Fiat/Stellantis di Melfi, la cui origine è transalpina, attualmente in fase di riqualificazione, un processo che, sia nella realtà che nella finzione, sta generando sconquassi interni e nelle fabbriche dell’indotto.
Una fase delicata che, con leggerezza, si interroga sul futuro della nuova “classe operaia”, ponendo interrogativi e soluzioni che non riguardano solo il mondo dell’automotive.
A interpretare i personaggi con decisa immedesimazione, attrici e attori, tutti lucani, tranne una Simona Ianigro che è “cugina” pugliese, insieme all’attore e cantante lirico Giuseppe Ranoia già presente nella fiction di successo, Imma Tataranni, Giuseppe Centola già cabarettista del Trio Ricotta, Gabriele Grano attore e doppiatore, il conosciutissimo Dino Paradiso cabarettista in trasmissioni quali Colorado e Zelig, Erminio Truncellito attore teatrale e cinematografico e Manola Rotunno attrice dell’impegno civile.
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