Mondo

Il dominio russo del nucleare

di Sylvie Freddi

L’occidente lento e zoppicante ha sanzionato la Russia su molti asset economici finanziari, tra cui petrolio e gas, ma ha dimenticato di sanzionare il nucleare.

Così la Russia ha costruito metodicamente negli anni il suo sapere tecnico sul nucleare e lo ha esportato e lo continua ad esportare senza problemi in tutto il mondo compresa Europa e America.

Dall’inizio del conflitto in Ucraina, i guadagni del nucleare russo sono raddoppiati. Le cifre fanno paura e nascondono una strategia geopolitica di cui non si parla: il 90% dei reattori nucleari costruiti all’estero sono russi, il 44% del mercato mondiale dell’uranio impoverito è russo.

Ogg il colosso nucleare Rosatom, impresa di stato russa, è un attore chiave nel mercato mondiale della tecnologia nucleare, nel 2022 aveva un portafoglio di ordini di 34 reattori in 11 Paesi.

Così la Rosatom oggi offre ai paesi di sviluppo, che non hanno competenze nel settore nucleare, di finanziare le centrali, costruirle, formare gli ingegneri locali, gestire lo sfruttamento per 60 anni e addirittura riprendere le scorie. E’ un pacchetto completo, chiavi in mano.

In cambio nel contratto ci sono 10 anni di costruzione, 60 di manutenzione, 10 a 20 anni di smantellamento. Quindi dagli 80 ai 90 anni di dipendenza totale dalla Russia.

Il nucleare russo sta disegnando una nuova carta geopolitica mondiale, dove i paesi che vi hanno aderito saranno obbligati a seguire per anni le sue strategie politico-economiche.

Putin di fatto controllerà l’avvenire energetico di decine di paesi dettando condizioni e prezzi.

Anche noi non siamo immuni a questa invasione nucleare russa: nell’Unione Europea, sono presenti 19 reattori di produzione russa e circa il 30% dell’uranio arricchito arrivato nel 2022 in Europa proviene da Rosatom.

Ovviamente l’Unione europea ha timidamente provato a diventare più indipendente da Mosca, ma l’Ungheria di Orban, che ha commissionato a Rosatom due nuovi reattori, si è opposta in modo radicale.

Il nostro futuro è incerto, mentre la politica diventa sempre più miope e incompetente.