Politica

Manovra 2026: immobilismo strategico e iniquità sociale. Il Governo volta le spalle al Paese reale

Il Movimento Civico “Ama il tuo Paese” ha diffuso un duro comunicato in merito alla manovra finanziaria per il 2026, definendola “un atto di immobilismo economico e di profonda iniquità sociale”. Secondo il movimento, le misure presentate dal Governo sarebbero incoerenti e prive di visione, incapaci di rispondere alle vere emergenze del Paese.

Un provvedimento senza certezze economiche

Nel documento si denuncia “la più totale incertezza sulle coperture necessarie”, con particolare riferimento al contributo straordinario delle banche, giudicato inefficace e potenzialmente dannoso per i mercati. La proposta – una tassazione ridotta del 27,5% in cambio di una redistribuzione dei dividendi – avrebbe già generato, secondo Ama il tuo Paese, effetti negativi sugli investitori e sul gettito del capital gain.
A questo si aggiunge l’aumento dell’IRAP, una scelta “in controtendenza rispetto alle promesse di abolizione dell’imposta”, che il movimento interpreta come il segno di un Governo “incapace di assumersi le proprie responsabilità”.

Riforma fiscale: “un’illusione”

Il comunicato parla chiaro: la riforma fiscale del Governo è definita “limitata e iniqua”.
La riduzione dell’aliquota al 33% fino a 50.000 euro viene considerata un intervento di facciata, che offre vantaggi minimi al ceto medio, già schiacciato da inflazione e drenaggio fiscale.
I lavoratori con redditi fino a 28.000 euro, sottolinea il testo, “non riceveranno alcun beneficio”, mentre i pensionati, “dopo una vita di contributi, non vedranno un solo euro in più sul proprio assegno”.

Tagli a Comuni e PNRR: “nessuna visione per il futuro”

Tra i punti più critici individuati dal Movimento c’è la riduzione delle risorse destinate ai Comuni e ai fondi del PNRR, un taglio che, secondo il comunicato, penalizzerà in modo diretto lo sviluppo di infrastrutture sociali come asili nido e scuole per l’infanzia.
Il movimento cita anche una stima della Banca d’Italia, secondo cui un incremento dell’occupazione femminile al 60% potrebbe far crescere il PIL del 7% — un potenziale che il Governo “di fatto rinuncia a sfruttare”.
Parallelamente, si denuncia la mancanza di investimenti in istruzione, ricerca e digitalizzazione, mentre “3,5 miliardi di euro aggiuntivi vengono destinati alle spese militari per compiacere i partner NATO”.

Sanità e lavoro: “un diritto che diventa un lusso”

Secondo Ama il tuo Paese, le risorse previste per la sanità pubblica sono “assolutamente insufficienti” e non in grado di arginare la crisi strutturale del sistema.
Il risultato, si legge, è che “il diritto alla salute si trasforma in un lusso per pochi”.
Sul fronte del lavoro, il comunicato denuncia “l’assenza totale di provvedimenti strutturali contro la precarietà, i bassi salari e la disoccupazione giovanile”, a fronte di “una nuova rottamazione delle cartelle” che non affronta il problema dell’evasione fiscale.

La richiesta: cambiare rotta ora

Il movimento lodigiano lancia un appello al Parlamento affinché “modifichi profondamente” la manovra.
Le proposte avanzate sono tre:

Rendere il fisco equo, estendendo i benefici IRPEF ai redditi a partire da 20.000 euro e abbandonando le sanatorie fiscali.

Investire in salute e lavoro, aumentando strutturalmente il Fondo Sanitario Nazionale e introducendo misure contro la precarietà.

Puntare sul futuro, ripristinando le risorse per i Comuni e sbloccando gli investimenti del PNRR per l’istruzione e la ricerca.

“Questa manovra alimenta diseguaglianze e conferma l’immobilismo economico del Paese”, si legge nel comunicato, che si conclude con l’impegno del movimento a “continuare a battersi per una giustizia sociale reale e per politiche economiche che mettano al primo posto il benessere delle famiglie e il futuro della Nazione”.