di Sylvie Freddi
Dopo che i Palestinesi hanno dovuto negoziare con i loro carnefici la fine del loro genocidio, non si sente più il rumore delle bombe che cadono, né dei proiettili che sibilano, e forse anche il costante e insopportabile ronzio dei droni è cessato. Oppure no?
Intanto vengono liberati quasi 2000 palestinesi. Fantasmi ignorati da una crudele umanità.
Emaciati, camminano a malapena in quello che resta di una città. E al dolore delle torture fisiche e psichiche subite nelle prigioni israeliane si aggiunge la visione apocalittica di una Gaza distrutta.
Non c’è posto dove tornare e curare quelle ferite che non svaniranno più.
Qualcuno crolla a terra dopo aver saputo che la moglie e i figli sono rimasti sepolti sotto metri di calcinacci di quella che era stata la loro casa.
Un altro viene portato a braccia fuori da un’ambulanza, non riesce neanche a tenersi in piedi.
Altri seduti con lo sguardo vuoto ripetono di continuo le torture subite. Niente cibo e acqua, musica a palla, pestaggi, corpi nudi, sospesi, abusati, umiliati.
Chiuse nelle prigioni israeliane, ci sono ancora tantissime persone, almeno 4.000 arrestati dopo il 7 Ottobre 2023. Sono persone comuni, che avevano una vita comune prima di quel terribile giorno, commercianti, medici, infermieri, insegnanti, dipendenti pubblici, giornalisti, scrittori, anche disabili e bambini.
Intanto continuano i soprusi dei coloni e gli arresti indiscriminati.
Spero e prego in una presa di coscienza da parte del popolo israeliano, spero che sveglino e aprano gli occhi e vedano quale siano stati gli effetti delle loro efferate azioni.
Perché oggi il valore di una vita è meno che zero, l’etica, la morale, il semplice amore per il prossimo, sembrano appartenere ormai al mondo irreale di un vecchio fantasy.
