di Michele Petrocelli
Un fiume di gente, quella buona, un interminabile serpentone che ha camminato sotto il sole delle città del Sud Italia e sotto la pioggia battente dei capoluoghi del Nord. Sotto i vessilli arcobaleno della Pace e della Palestina, da Milano a Palermo, da Torino a Roma e Trieste, da Genova a Napoli e Bari il popolo italiano ha gridato con forza di fermare il genocidio in atto in Palestina e soprattutto a Gaza dove da circa due anni le bombe israeliane provenienti anche dal nostro Paese assassinano uomini, donne e bambini. Un numero ormai a molti zeri, quello delle vittime, in continua crescita.
Oggi è stata una giornata storica perché in Italia una mobilitazione generale che in molti settori ha creato notevoli disagi da tempo non si vedeva.
In molte città, come ha Genova, i camalli hanno sfilato con famiglie al seguito, bloccando il porto da dove passano i container pieni di armi per l’esercito di Israele; a Roma i manifestanti hanno occupato simbolicamente la Tangenziale Est e anche la Stazione Termini; a Milano il tentativo di occupare i binari della Stazione Centrale è finita in guerriglia che è continuata anche al di fuori, nel piazzale antistante e poi sulla principale via Vittor Pisani.
E giù, come un copione scritto e visto decine di volte sono arrivati gli originali commenti delle intelligenze che ci governano. Su tutti, la signora o signorina Giorgia Meloni che dall’ennesima gita negli Stati Uniti dove ancora una volta la vedremo genuflettersi all’omofobo e misogino, un pirla direbbero a Milano, presidente Trump.
I commenti, dicevamo, solo tante belle parole, sacrosante, di solidarietà con le forze dell’ordine che hanno preso un po’ di mazzate dai manifestanti a Milano; a dire il vero, le hanno anche date sparacchiando fumogeni qua e là che sono finiti anche nelle case sovrastanti le vie della guerriglia. Mha!!!.
Questo è quanto e questo è, alcune ore dopo il riconoscimento dello Stato di Palestina da parte di Francia e Inghilterra che a detta del nostro ministro degli esteri Tajani, in un raro momento di sobrietà, “Il riconoscimento della Palestina è un favore ad Hamas”. Ah scusate, forse non era sobrio neanche stavolta. Ministro Tajiani, il riconoscimento è un fortissimo e coraggioso atto simbolico mentre, non riconoscere la Palestina come un vero Stato è un grande favore ad Hamas perché, glielo spiego in pochissime parole, uno Stato riconosciuto dal resto del mondo, ha già un piede nei processi democratici quali libertà di azione di autogovernarsi, di libere elezioni, ecc… Ma questo probabilmente non fa parte della cultura sua e dei suoi amici di governo.
E dunque mentre di celebrano i funerali del quasi santo Charly Kirk, uno che ha seminato tante belle parole contro le donne che abortiscono, contro le persone LGBT, contro qualsiasi cosa potesse essere diverso dalla sua idea e da quella di Trump, ovviamente, a Gaza i bambini continuano a morire assassinati dal boia Netanyahu. Ma poi chi cazzo è sto Kirk… Personalmente il solo Kirk, James Kirk, degno del mio rispetto e che abbia mai conosciuto, è l’ammiraglio comandante della nave interstellare, Uss Enterprise. Comunque da qui in avanti sarà necessario fare di più, essere pi partecipi e più incisivi sulla questione palestinese anche perché il tempo sta terminando e il popolo di Gaza non può continuare a sopportare tutto questo.
