Mondo

Cina e India cambiano l’assetto geopolitico mondiale

di Sylvie Freddi

Il 22 agosto 2025 la ministra della finanza Nirmala Sitharama ha dichiarato: “L’india farà il 35% dei suoi scambi commerciali con la Cina”, una gigantesca perdita per l’economia americana.

Il primo ministro indiano Narendra Modi sta trasformando il suo paese in una macchina economica, lascia l’America di Trump e dei suoi dazi e si rivolge alla Cina. Già è pronto un piano di 12 miliardi di dollari per creare un corridoio economico (autostrade e ferrovie) tra India e Cina attraverso il Pakistan.

L’india è la quinta economia mondiale e continua a ingrandirsi al ritmo incredibile di 7.2, un sogno inarrivabile per la nostra stagnante economia europea.

Questo grande stato fa parte dei Brics, un raggruppamento di economie mondiali ormai non più emergenti ma emerse, fondato da Brasile, Russia, India e Cina a cui si è aggiunti SudAfrica, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia, Iran, Indonesia. I Brics detengono il 45% dell’economia e della popolazione mondiale e vogliono fare a meno del dollaro nelle loro transizioni commerciali.

L’India, un gigante di 1,4 miliardi di abitanti, voltando le spalle al dollaro americano per raggiungere lo yuan cinese, ha creato un enorme cambiamento geopolitico, Non è solo un piccolo contratto commerciale ma è un sisma che andrà ridisegnare gli equilibri dell’economia mondiale.

E noi? Solo D’Alema pare se ne sia accorto, noi dormiamo cullati nella non dolce decadenza trumpiana.