Mondo

War, guerre, krieg, wojna, מִלחָמָה ,حرب, πόλεμος, guerra

di Sylvie Freddi

War, guerre, krieg, wojna, מִלחָמָה ,حرب, πόλεμος, guerra, parola che circola troppo spesso in questo folle mondo.

Orgogliosamente la placca del ministero della difesa americana viene scardinata e al suo posto su un ottone brillante risplende l’odiosa scritta: ministero della guerra.

Come se non avessimo abbastanza atomiche da far saltare il pianeta, i paesi europei hanno iniziato a fare shopping nei negozi di armamenti nucleari e poi il richiamo ai riservisti e un possibile ritorno alla leva obbligatoria.

Gli inglesi assicurano un bunker per i reali, così se noialtri buker-esenti ci estinguessimo, rimarranno loro che, come futuri Adamo ed Eva, ripopoleranno il mondo con tanti principini e principesse.

Oh, come sono lontani gli anni in cui la parola pace sembrava potente, intelligente, capace di risvegliare gli animi più austici. E la diplomazia dov’è finita? Dov’è quella capacità di mediare, mantenersi in equilibrio seppur su una fina lama di rasoio? A cosa sono servite l’acculturazione, le belle e costose università, le specializzazioni? Forse hanno solo peggiorato le persone, accarezzando il lato narcisistico dei più bravi.

Intanto la Flottillia si prepara a arrivare a Gaza mentre Israele bombarda Doha e quel che rimane della bellissima Palmira e il Libano e lo Yemen e ovviamente Gaza alla quale riserva l’ormai consueto trattamento a tappeto.

Ma l’attenzione di noi Europei viene fortemente distratta e rivolta verso il grande nemico: Putin. “È finita la pace del dopo Guerra Fredda, possibili guerre con Mosca o la Cina” così dice Stamer. Certo Putin non è una bella persona, ma oggi quale capo di stato si può definire come tale.

Un drone fa saltare il tetto a una casa di una cittadina di frontiera polacca. La Polonia accusa la Russia, Mosca risponde che non sono suoi i droni. Quello che è certo è che in questi tempi la verità è molto difficile da capire. Gli interessi e gli intrighi sono tali da far dubitare qualsiasi affermazione da parte di politici o dirigenti di qualsiasi parte essi stiano.

Intanto la Cina, l’India e tutti i paesi del Sud del mondo stanno a guardare stupiti e contenti l’affondamento dell’occidente. Quell’occidente con la sua aria di superiorità colonialistica che fino a ieri faceva il giudice morale e che oggi agonizza tra le scelte pazze di governi gestiti da psicopatici.

Quindi siamo arrivati a questo punto: un riarmo fino ai denti che copia pari pari quello che è successo prima della prima guerra mondiale.

Ebben sì, i governi ci stanno preparando all’idea della guerra, forse è tempo di comprarmi il famoso kit di sopravvivenza, di fare incetta di beni primari e magari iniziare a scavare un bunker.

Anche se Gaza insegna che è impossibile scampare al nemico.

Ma io veramente non ho nemici e non capisco questa idea della guerra.

Foto di Joachim Schnürle da Pixabay