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Il “Suprematismo ebraico” del ministro della sicurezza di Israele Ben Givr

di Sylvie Freddi

Ben Givr, ministro della sicurezza di Israele minaccia le attiviste e gli attivisti della Global Sumud Flotilla con l’accusa di terrorismo.
“ …quando dicono che Hamas deve essere eliminato, significa anche che chi canta, chi sostiene e chi distribuisce caramelle, sono tutti terroristi” dichiara nel 2023.
Con un curriculum da grande cattivo, sostenitore dell’uso dei metodi più brutali contro i palestinesi, Ben Gvir è arrivato ai vertici del governo Netanyahu.
Definito “suprematista ebraico” da B’Tselem, l’organizzazione israeliana per la difesa dei diritti umani, rappresenta l’evoluzione della società israeliana verso una deriva di un’estrema destra fascista, ultracolonialista e razzista.
“Mi baal habayit?” (Chi è il padrone di casa?) gridava in un quartiere palestinese di Sheikh Jarrah mostrando la sua pistola.
A 18 anni, il giovanissimo Ben Gvir diventa il coordinatore dei giovani di Kach, partito ultraortodosso di estrazione religiosa e rigorosamente sionista. Partito bandito dal governo israeliano come un’organizzazione terroristica che appoggiava lo sterminio attuato dal terrorista Baruch Goldstein, che uccise a colpi d’arma da fuoco ventinove palestinesi nella Grotta dei Patriarchi nel febbraio 1994. Ovviamente Ben Gvir fino a qualche giorno prima di essere eletto ministro teneva ancora nel salotto in bella vista una foto del terrorista.
L’esercito lo dispensa da fare il servizio militare, la motivazione: Ben Gvir promuove idee sovversive ed emana una violenza fuori dal comune.
Nel 1995, a soli 19 anni, il buon Ben Gvir minacciò in diretta televisiva il premier Yitzhak Rabin, fautore degli Accordi di Oslo coi palestinesi, mostrando il simbolo della Cadillac che aveva staccato dall’auto del premier. Dopo due settimane Yitzhak Rabin viene assassinato da un estremista israeliano.
Nel 2015 fonda Power Jewish (Potere Ebraico). Viene incriminato oltre 50 volte per sedizione alla politica della tolleranza zero e condannato 8 volte.
La sociologa israeliana Eva Illouz, professoressa presso l’Hebrew University di Gerusalemme e direttrice dell’École des hautes études en sciences sociales di Parigi, ha definito l’ideologia del ministro della sicurezza Ben-Gvir “Fascismo ebraico”.
Questa deriva terribile alza il velo nero che ricopre le fondamenta dello stato di Israele rivelando tutta la sua fragilità e la contraddizione della sua stessa essenza.