di Alessia Potecchi
Abbiamo bisogno di una Riforma Fiscale complessiva che interessi tutti i punti del nostro sistema tributario. Da evidenziare che siamo oggi in presenza di una sempre più forte e marcata fuga dall’IRPEF e da una grave difficoltà di riscossione basta pensare al magazzino di cartelle che giacciono e che difficilmente, per svariati motivi, non verranno più recuperate nonostante siano in corso continui provvedimenti di rottamazione. Siamo in presenza di un mancata equità orizzontale e anche verticale e dalla discrepanza tra reddito IRPEF teorico ed effettivo. Nel nostro sistema tributario l’aliquota media sale fino ad un certo punto e poi decresce e risale poi di nuovo, buona parte della progressività dell’IRPEF è fatta dalle detrazioni piuttosto che dalle aliquote, le detrazioni svolgono un ruolo correttivo della progressività, è una struttura molto particolare che proviene dalla erosione dei redditi imponibili che sfuggono. E’ un problema e una caratteristica tributaria che riguarda la maggior parte dei grandi paesi europei. Per una riforma dell’Irpef che abbia effetti positivi sul Paese occorre la sincera volontà di investire, poiché ad invarianza di gettito non si otterrebbero risultati importanti a favore dei cittadini contribuenti. Il sistema tributario deve essere profondamente riformato, semplificando e meglio coordinando le norme. Occorre puntare sulla certezza normativa, bisogna mettere mano e apporre delle modifiche allo Statuto del Contribuente, limitando l’utilizzo della deroga che deve avvenire solo in casi molto particolari di estrema necessità per andare incontro agli interessi delle persone ponendosi come obiettivo il divieto di emanare delle norme che possano avere effetto retroattivo ad eccezione se queste ultime siano di interesse per i cittadini e per la loro posizione fiscale. La Riforma che è in corso oggi non risolve i problemi e i nodi essenziali del nostro sistema fiscale e accentua ulteriormente i regimi di favore perché a parità di reddito le tasse non sono le stesse e la diversificazione e la frammentazione del sistema del pagamento delle tasse è iniquo e vessatorio, inoltre la spinta verso la Flat Tax stralcia la progressività sancita dalla Costituzione e non spinge all’assunzione del rischio e dell’investimento, il contrario di quello che occorre oggi. Anche il campo della fiscalità di impresa soffre del problema della disomogeneità con la presenza di prelievi diversi per forma giuridica con un sistema che è ben lontano dalla neutralità e dalla chiarezza, inoltre in questo settore siamo in presenza di una grossa concorrenza fiscale che abbassa le aliquote legali verso il 25%. Va sottolineato che per i lavoratori esiste nel nostro Paese il sistema del sostituto di imposta che prevede il pagamento delle tasse mese per mese con la ritenuta sulla retribuzione. Questo sistema è aggravato dalle addizionali all’IRPEF comunali e regionali quasi sempre proporzionali e non progressive. Insomma, il fisco italiano si basa soprattutto sulla tassazione proveniente dal lavoro e in maniera quasi esclusiva dal lavoro dipendente e dai pensionati. Come suggerito dalla Commissione europea, si dovrà in parte tentare di riequilibrare la tassazione tra lavoro e consumi per avvicinarci ai parametri europei da cui oggi siamo molto distanti. Questo farà aumentare il gettito complessiva dell’IVA e quindi bisogna regolare la tassazione con un meccanismo che distingua tra beni di primaria necessità e beni di lusso. La riforma fiscale è centrale per la vita di un Paese, ci vuole confronto, competenza e la volontà di utilizzare lo strumento fiscale per contrastare le diseguaglianze, abbiamo una grande opportunità per realizzare un fisco moderno, progressivo ed equo. La riforma deve essere strutturale questo affinché tutti i redditi soggetti all’imposta, nessuno escluso, ne possano usufruire. Quindi occorre lavorare verso una riforma improntata alla crescita dell’economia potenziando l’efficacia della struttura delle imposte e la riduzione del carico fiscale sui redditi derivanti dall’impiego dei fattori di produzione; la razionalizzazione e semplificazione del sistema tributario, puntando fortemente sulla progressività del sistema e correggendo in maniera decisa le iniquità e le distorsioni presenti, la riduzione dell’evasione ed elusione fiscale. Utilizzo di tutti gli strumenti che abbiamo oggi a disposizione per semplificare al massimo e rendere più agevole il pagamento delle imposte e fare in modo che il cittadino si avvicini con semplicità e tranquillità al sistema di tassazione.
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