di Sylvie Freddi
Il 21 novembre 2024 la Corte Penale Internazionale:“Sono stati emessi mandati d’arresto nei confronti di Benjamin Netanyahu e Yoav Gallant per crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi tra l’8 ottobre 2023 e il 20 maggio 2024, il giorno in cui sono state formulate le accuse”
Sono passati nove mesi dal riconoscimento dei crimini di Netanyahu e del suo governo, nove mesi e l’Unione Europea non è stata capace di far fronte a questa terribile tragedia. Avrebbe potuto essere l’occasione per scrollarci di dosso una parte dei legacci che ci legano all’amministrazione americana, avremmo potuto recuperare quel ruolo di democratica giustizia, di difensori dei diritti umani, avremmo potuto non scavalcare e inibire le decisioni della Corte Penale Internazionale.
Nove mesi sono passati e chissà quanti palestinesi sono morti o feriti con amputazioni terribili, senza medicine e soffrendo la fame.
Ma l’opinione pubblica, elettori di questi governi, hanno finalmente iniziato a ribellarsi di fronte a questo inequivocabile genocidio testimoniato da una valanga di terribili immagini che dal 2023 si sono riversate sui social. Infatti sono sempre più numerosi i manifestanti in tutto il mondo che si oppongono al governo di Netanyahu chiedendo la fine del genocidio e dell’occupazione di Gaza.
I governi iniziano ad aver paura di questo elettorato manifestante, così molti stanno iniziando ad allontanarsi da Israele. Addirittura la Germania, fedele sua alleata, ha sospeso le esportazioni militari verso Israele.
Nello stesso stato di Israele, il giorno dopo che il gabinetto di sicurezza israeliano ha annunciato l’intenzione di occupare Gaza City, migliaia di cittadini hanno marciato a Tel Aviv e a Gerusalemme per chiedere la fine della guerra a Gaza e il ritorno dei prigionieri.
E l’Italia? Dopo due anni passati a negare la realtà palestinese, il ministro degli esteri Tajani ha condannato la recente decisione del governo israeliano di occupare Gaza City.
Ma l’Italia continua a vendere armi a Israele. Questa terribile produzione made in Italy, grazie al genocidio, ha fatto e continua a far guadagnare tantissimi soldi alle nostre industrie belliche, come Leonardo.
L’8 luglio 2025 alla Sala Isma del Senato in un convegno su Gaza organizzato da Altreconomia il professor Triestino Mariniello, docente di Diritto penale internazionale ha analizzato questa nostra vergognosa situazione dal punto di vista giuridico: il nostro Paese ha violato l’obbligo di prevenzione del genocidio, contraddetto la Corte internazionale di giustizia continuando a trasferire armi e materiali dal duplice uso a Tel Aviv e si è reso quindi responsabile per complicità in atti genocidari per i fatti di Gaza.
Vorrei trasferirmi in Spagna, Irlanda, Portogallo, Slovenia o Grecia, paesi che coraggiosamente hanno già da tempo riconosciuto i crimini che sta commettendo il governo di Netanyahu. Ma rimango qui nella speranza che questo vento di una destra sorda e cieca possa sparire.
Foto di Kevin Snyman da Pixabay
