di Sylvie Freddi
“Ministri, la verità è che la Palestina ha già innescato una rivoluzione, e voi ne fate parte … La Palestina ha cambiato la coscienza globale, tracciando una linea netta tra chi si oppone al genocidio e chi lo accetta o ne è parte” ha dichiarato Francesca Albanese alla riunione del Gruppo dell’Aja a Bogotà in Colombia.
Ma cos’è il Gruppo dell’Aja? Mentre in Europa i governi tacciono o comunque debolmente provano ad alzare qualche rimostranza, il 31 gennaio 2025 è stato istituito in Olanda il Gruppo dell’Aja. E’ una straordinaria alleanza di nove paesi nata per difendere il diritto internazionale e per sostenere il diritto dei palestinesi all’autodeterminazione. I paesi di questa alleanza provengono da diversi continenti: Sudafrica, Malesia, Namibia, Colombia, Bolivia, Cile, Senegal, Honduras e Belize. L’esigenza di questa alleanza nasce dopo aver constatato che troppo spesso gli stati (Europa e America) che si dicono garanti del diritti internazionali, sono i primi a violare le regole. Nessuno Stato, per quanto potente, è al di sopra della legge e nessun crimine deve rimanere impunito dice il ministro sudafricano Ronald Lamola.
Quindi il Gruppo dell’Aja il 15-16 luglio si è riunito a Bogotà dove ai nove fondatori del gruppo, Bolivia, Colombia, Malesia, Namibia, Cile, Senegal, Honduras, Sud Africa, se ne sono aggiunti altri, fino ad arrivare a una trentina di paesi: Algeria, Belize, Cuba, Indonesia, Iraq, Libia, Nicaragua, Oman, San Vincenzo e Grenadine, Bangladesh, Brasile, Cile, Cina, Gibuti, Libano, Oman, Qatar, Turchia, Uruguay e Palestina.
Vi hanno partecipato anche tre paesi europei, Spagna, Portogallo e Irlanda, tre dissidenti di questa triste paurosa addormentata Unione Europea che invece ha ancora una volta rinviato la decisione di sospendere gli accordi con Israele. E ovviamente Francesca Albanese è stata invitata come relatrice, una incredibile donna italiana vergognosamente ignorata dal nostro governo.
“Oggi segna la fine dell’era dell’impunità e l’inizio di un’azione collettiva da parte di governi di coscienza”. ha dichiarato Varsha Gandikota-Nellutla, segretario esecutivo del Gruppo dell’Aja.
Sono state approvate sei misure per contrastare Israele come il divieto di consegnare armi a Israele, il divieto di trasporto di tali armi su navi e una revisione degli appalti pubblici per individuare possibili legami con aziende che beneficiano dell’occupazione israeliana. Inoltre anche il sostegno a “mandati di giurisdizione universale”, che consentirebbero a stati o organismi internazionali di perseguire gravi crimini internazionali, indipendentemente dal luogo in cui siano stati commessi.
Sono 12 paesi i paesi che hanno accettato le sei misure, ma a settembre ci sarà una nuova riunione e prevedono altre adesioni.
Alla fine della riunione il presidente colombiano Gustavo Petro ha dichiarato l’uscita della Colombia dalla Nato. Questo atto come la riunione del Gruppo di Aja, sono prese di posizione molto forti e rivelano come gli equilibri del mondo stanno cambiando in fretta.
“Siamo venuti a Bogotà per fare la storia e ci siamo riusciti”, ha dichiarato Gustavo Petro.
