Lettere inviate anche a Canada e Messico. Von der Leyen: “Sconvolte le catene di approvvigionamento”. Palazzo Chigi: “Scontro commerciale non ha senso, puntare al dialogo”.
di Luca Branda
Washington-Bruxelles – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ufficialmente notificato all’Unione Europea l’introduzione di dazi del 30% su un’ampia gamma di beni industriali e agricoli a partire dal 1° agosto, minacciando di raddoppiare le tariffe in caso di ritorsioni da parte di Bruxelles. L’annuncio, veicolato tramite Truth Social, è stato accompagnato dalla pubblicazione della lettera indirizzata a Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea.
“Queste tariffe potrebbero essere modificate, al rialzo o al ribasso, a seconda del nostro rapporto con il vostro Paese”, scrive Trump, lasciando uno spiraglio negoziale. “Se desiderate aprire i vostri mercati commerciali, finora chiusi, agli Stati Uniti, potremmo valutare una modifica a questa lettera”.
Il documento fa riferimento alla “profonda asimmetria” del rapporto commerciale transatlantico e accusa l’Ue di mantenere barriere tariffarie e non tariffarie che danneggiano l’economia statunitense. La mossa rappresenta un netto irrigidimento rispetto all’annuncio di aprile, quando Trump aveva ventilato un dazio del 20%.
La reazione dell’Europa
“Prendiamo atto della lettera inviata dal presidente Trump”, ha dichiarato von der Leyen. “L’imposizione di dazi del 30% sconvolgerebbe le principali catene di approvvigionamento transatlantiche, a scapito di imprese, consumatori e pazienti su entrambe le sponde dell’Atlantico”.
La Commissione Europea ha ribadito il proprio impegno per una soluzione negoziata entro la scadenza di agosto, ma ha messo in chiaro che adotterà tutte le misure necessarie per difendere gli interessi dell’Ue, comprese contromisure proporzionate. Una portavoce dell’esecutivo comunitario ha confermato che Bruxelles era già stata informata in anticipo della decisione statunitense.
Palazzo Chigi: “Sostegno all’Ue, evitare polarizzazioni”
Il governo italiano ha espresso pieno sostegno alla Commissione Europea, definendo in una nota “senza senso” l’apertura di uno scontro commerciale tra due alleati strategici. “Confidiamo nella buona volontà di tutti per arrivare a un accordo equo, che possa rafforzare l’Occidente nel suo complesso”, si legge nella dichiarazione ufficiale. “Ora è fondamentale evitare polarizzazioni che renderebbero più complesso il raggiungimento di un’intesa”.
Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha invitato a “mantenere la calma”: “La lettera è chiaramente una sgradevole volontà di trattare. Serve sangue freddo per non compromettere i mercati finanziari”.
Lettere anche a Messico e Canada
La stessa misura è stata replicata nei confronti del Messico, con una lettera indirizzata alla presidente Claudia Sheinbaum, in cui Trump accusa il governo messicano di non fare abbastanza contro i cartelli della droga. “Il Messico ha aiutato, ma non ha ancora fermato i cartelli che stanno cercando di trasformare il Nord America in un parco giochi del narcotraffico”.
Il giorno precedente, il presidente statunitense aveva inviato una comunicazione analoga anche al primo ministro canadese Mark Carney, annunciando dazi del 35% sulle esportazioni canadesi verso gli Stati Uniti.
Un nuovo fronte commerciale
Le decisioni di Trump rientrano in una strategia più ampia che ha già prodotto effetti sui conti pubblici americani. Secondo i dati del Dipartimento del Tesoro, i dazi doganali hanno superato per la prima volta i 100 miliardi di dollari nell’anno fiscale, contribuendo a un surplus di bilancio di 27 miliardi solo a giugno. I dazi sono ora la quarta maggiore fonte di entrate del governo federale.
Ma l’effetto collaterale potrebbe essere quello di scatenare una guerra commerciale globale, con ricadute su catene di fornitura, occupazione e mercati finanziari. La partita diplomatica si gioca adesso su una finestra temporale ristretta: entro il 1° agosto, Ue e Usa dovranno trovare un compromesso per scongiurare l’escalation.
